“I risultati finali li avremo a distanza di tempo, ma già da adesso possiamo dire che le ‘neonatine’ stanno molto bene e che sono in via di dimissione“. Lo spiega all’AdnKronos Salute Pietro Bagolan, direttore del Dipartimento di Neonatologia medica e chirurgica dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, coordinatore dell’équipe medica protagonista dell’eccezionale intervento sulle due gemelline siamesi provenienti dal Burundi e separate nel nosocomio capitolino il 30 novembre scorso.
“Si trattava di due bambine pigopaghe, cioè attaccate per la parte terminale della colonna vertebrale e per la parte terminale dell’apparato digerente“, precisa il chirurgo che con soddisfazione sottolinea come le due piccole abbiano “superato le complicazioni comuni” dovute a interventi di questo genere.
“Le complicazioni che si rischiano nella riparazione della dura madre, che va a circondare il midollo spinale, e nella riparazione della parte terminale dell’apparato digerente che come si può immaginare è tutt’altro che sterile, sono state tutte superate brillantemente – sottolinea il medico – Anche le ferite cutanee, grazie ai chirurghi plastici che hanno fatto un grande lavoro, si sono chiuse molto bene, sia in termini cosmetici sia estetici”. “A distanza di tempo – precisa Bagolan – potremo capire se possono esserci delle non perfette funzionalità motorie che, al momento, le bambine non dimostrano assolutamente. Tra queste funzionalità vanno menzionate anche le sfinteriali, cioè sfinteri vescicali e rettali, che hanno una funzione qualitative importantissima per l’individiuo, ma che saremo in grado di valutare non prima dei due tre anni di età“, conclude lo specialista.
