Come riconoscere il vero zafferano

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Durante la stagione autunnale la terra offre la possibilità di raccogliere prodotti naturali straordinari, però bisogna stare molto attenti in quanto molti si avventurano nei boschi in cerca di funghi, bacche o erbe particolari che possono essere mortali se consumati. Oggi parliamo della distinzione tra il finto zafferano e lo zafferano vero, imparare a conoscere le differenze tra i due fiori è fondamentale e può salvare la vita.

Purtroppo un caso di cronaca ha colpito due coniugi di Cona (Ve) dopo aver raccolto il fiore del falso zafferano in alcune zone montane del Trentino (colchico d’autunno o Colchicum Autumnale) e cucinato i pistilli in un risotto. L’uomo è deceduto quasi subito in ospedale, mentre la moglie ha accusato i sintomi per le due settimane successive, fino all’ultima corsa in ospedale a Pieve di Sacco, che però non è servita a salvarle la vita. Le cause della morte sono state accertate a seguito dell’autopsia sul corpo del marito ordinata dal pubblico ministero. Il colchico d’autunno contiene del veleno mitotico che può causare sintomi quali: dolori addominali, nausea, vomito, diarrea e può portare alla morte. I sintomi possono comparire anche alcuni giorni dopo l’ingestione e portare al collasso cardiocircolatorio.

Il Colchicum Autumnale è un pianta della famiglia delle Liliacee ed è estremamente velenosa. Si presenta come un fiore lilla delicato, con alcuni pistilli dal colore arancio acceso. Il colchico si somiglia molto col vero zafferano, ma c’è un modo per riconoscere la differenza conoscendo la stagionalità e i luoghi in cui crescono. Lo zafferano non cresce nelle zone montane e fiorisce tra fine ottobre e metà novembre, mentre il finto zafferano tra agosto e settembre. Importante è anche il numero dei pistilli (o stami): lo zafferano ne ha 3, mentre il colchico ne ha in genere 6.  Il crocus sativus (nome scientifico dello zafferano) è poi di un colore viola più acceso rispetto al colchico.