Fichi d’india a natale: ecco le proprietà dei “bastardoni”

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I fichi d’india sono dei frutti dolci e carnosi molto consumati ed apprezzati durante la stagione estiva, coltivati soprattutto in Sicilia. A maggio le pale dei fichi d’india si riempiono di piccoli frutti fioriti, questa rappresenta la prima fioritura che darà frutti maturi fra luglio e agosto. Ma, per antica tradizione, per avere frutti maturi anche da ottobre a dicembre, si procede, fra maggio e giugno, alla “scozzolatura” dei fichi d’India, si fanno cioè cadere i piccoli frutti in modo da sollecitare la pianta ad una seconda fioritura. Si ottengono cosi fichi d’india che prendono il nome di “bastardoni” e sono più grossi e saporiti.

Questi frutti sono un vero tesoro dal punto di vista nutritivo, ricchi di sali minerali, vitamine e amminoacidi che apportano benefici al nostro organismo. Il bastardone, è un vero e proprio tonico, ottimo alleato naturali contro fatica e stress, aiuta a rigenerare le cellule ed è efficace per i problemi legati all’attenzione e alla mancanza di concentrazione, indicati nei casi di tensione nervosa, di insonnia e di depressione. Previene i tremolii incontrollati e il rilassamento muscolare nelle persone anziane o deboli, aumenta le difese dell’organismo, agisce sulla pelle, facilitando la scomparsa di eruzioni cutanee e verruche, facilita la ricrescita dei capelli e delle unghie, agisce favorevolmente sulla digestione ed è un equilibratore psichico che agisce in modo benefico sull’umore. Aiuta addirittura ad affrontare i cambi di stagione grazie al calcio, al ferro e ad altre vitamine dalle proprietà antiossidanti, come la vitamina A e la vitamina C. Il frutto è utilizzato anche come pianta medicinale, i decotti dei fiori svolgono una funzione diuretica.

proprietà dei fichi d'india I colori di questi frutti variano dal verde (Muscaredda) al rosso carminio (Sanguigna), all’arancione (Sulfarina). Il fico d’india è astringente, per questo va mangiato in quantità moderata e accompagnato da pane per impedire ai semi di conglobarsi nell’intestino o meglio ancora bevendoci sopra molta acqua. Nonostante le eccellenti qualità che possiede questo frutto, non ha una diffusione nel mercato al di fuori dei territori in cui viene coltivato, in particolare Sicilia e Calabria. Dopo la raccolta, il consiglio è quello di tenerli in acqua e sbucciarli al momento di mangiarli, se riposti in frigo già sbucciati c’è il rischio di perdere il sapore del fico d’india, vengono anche usati per produrre marmellate, bevande e sciroppi. Anche le pale sono commestibili: fresche in insalata, sottaceto, in salamoia, candite, sotto forma di confettura, seppure,, nei tempi passati, venivano utilizzate, previa essiccazione al sole come pasto dei bovini.