E’ di stamattina la notizia della positività di Chris Froome, pluricampione ciclistico internazionale, rilevata durante l’ultima Vuelta di Spagna vinta dal britannico sul messinese Vincenzo Nibali. Froome è risultato positivo al salbutamolo, anche conosciuto con il nome di albuterolo, un farmaco broncodilatatore impiegato nel trattamento per chi soffre di asma. Appartiene alla classe degli agonisti selettivi dei recettori ?2-adrenergici a breve durata d’azione e può essere somministrato per via inalatoria, per via orale e per via intramuscolare ed endovenosa sotto forma di soluzione iniettabile. I recettori ?2-adrenergici presenti a livello della muscolatura liscia di bronchi e polmoni, esercitano un’azione di tipo broncodilatatrice. Entrando nel dettaglio, quando il salbutamolo si lega ai suddetti recettori, è in grado di ridurre la biodisponibilità di ioni calcio (responsabili della broncocostrizione), favorendo una diminuzione della sua concentrazione nelle cellule della muscolatura liscia bronchiale.
Così facendo, il salbutamolo è in grado di indurre una broncodilatazione. Il salbutamolo ha un’azione di breve durata (circa 4-6 ore), ma di rapida insorgenza; infatti, è in grado di esplicare la sua attività in un tempo inferiore ai trenta minuti.
Il salbutamolo è consigliato per i trattamenti di:
- Asma bronchiale
- Broncopatia ostruttiva con componente asmatica.
I farmaci broncodilatatori, come il salbiutamolo, non dovrebbero essere utilizzati come unica terapia in pazienti affetti da asma grave o instabile. Inoltre, l’utilizzo del salbutamolo dovrebbe essere effettuato solo in casi di effettiva necessità. Infatti, il salbutamolo può provocare un broncospasmo paradosso. Qualora ciò dovesse avvenire, il trattamento con il farmaco deve essere subito sospeso ed è necessario contattare immediatamente il medico.
Essendo una sostanza molto importante per chi soffre d’asma, l’uso del Salbutamolo è consentito anche per chi pratica sport, specie nel ciclismo, a patto che si resti entro determinate soglie. Sotto questo profilo la Wada ha fissato dei limiti di utilizzo, ovvero l’inalazione di 1600 microgrammi per millilitro sulle 24 ore e non più di 800 sulle 12 ore, e la concentrazione di Salbutamolo nelle urine non deve superare i 1000 nanogrammi per millimetro, ma quella di Froome sarebbe risultata di 2000. Da qui la notifica della positività del corridore del Team Sky. Anche in passato, due corridori sono stati squalificati per una concentrazione elevata di Salbutamolo durante un controllo antidoping. Il primo è Diego Ulissi, squalificato per 9 mesi nel 2015 dalla Camera disciplinare elvetica, l’altro caso è quello di Alessandro Petacchi anche lui trovato con una concentrazione elevata della sostanza nel 2007, venne assolto dalla Federciclismo ma squalificato successivamente per un anno dal Tas di Losanna. A Patecchi vennero tolti tutti i risultati ottenuti nel Giro 2007.
Se anche a Froome venisse combinata una squalifica di tale portata perderebbe a tavolino la Vuelta (il vincitore diventerebbe Nibali) e salterebbe il Giro d’Italia, corsa che aveva programmato di vincere nella stagione 2018.


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