Inaugurato il Centro Sport e Cultura di Bondeno (FE): un ulteriore passo verso la rinascita dell’Emilia-Romagna dopo il sisma del 2012

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Una costruzione che nasce dalle tradizioni locali, per diventare parte della quotidianità della popolazione: è con questo intento che ha preso forma un complesso avveniristico, che vuole offrire alla cittadinanza nuovi spazi di aggregazione e di diffusione culturale.

Dalla gente per la gente: il cantiere del nuovo Centro Sport e Cultura a Bondeno – comune della pianura ferrarese duramente colpito dal terremoto del 2012 – è un esempio di partecipazione e di solidarietà, che ha interessato trasversalmente la comunità e le istituzioni locali e nazionali. Già il giorno successivo alla seconda rovinosa scossa, i vertici di Confindustria e delle tre confederazioni sindacali nazionali CGIL, CISL e UIL hanno attivato un Fondo di Solidarietà per le popolazioni, i lavoratori e i sistemi produttivi colpiti dal sisma, al quale ha poi aderito anche Confservizi.

Grazie a questi finanziamenti la progettazione del Centro Sport e Cultura è stata affidata al prestigioso studio Mario Cucinella Architects insieme ad altre quattro opere pubbliche: la scuola di danza a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, il centro ricreativo a Quistello, nel mantovano, il centro socio-sanitario a San Felice sul Panaro, nel modenese, e la Casa della Musica a Pieve di Cento, inaugurata il 29 maggio scorso alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il Centro Sport e Cultura rappresenta il simbolo più importante della rinascita della vita sociale di Bondeno: il nuovo edificio sorge a est rispetto al centro della cittadina, in un’area strategica dal punto di vista urbanistico perché già caratterizzata dalla presenza di un’importate struttura sportiva. Il progetto prevede la compresenza di volumi cilindrici accessibili e collegati fra loro mediante percorsi in quota. Le forme architettoniche sono ispirate al paesaggio agreste e alle attività tipiche del territorio, richiamando le balle circolari di fieno che punteggiano i campi dopo la mietitura.

Sostenuto da strutture in calcestruzzo, acciaio e legno che creano suggestivi ambienti circolari aperti verso il paesaggio, il Centro Sport e Cultura ospiterà diverse funzioni: palestra, teatro, cinema, sala conferenze. Un impianto fotovoltaico contribuirà alla produzione di energia da fonte solare rinnovabile.

Uno degli aspetti più innovativi e originali dell’operazione è il team dei progettisti formato da Mario Cucinella e da sei giovani architetti e ingegneri under 30 che, partendo dalle richieste delle popolazioni, in stretta collaborazione con le istituzioni comunali e regionali e con la struttura del Commissario per la Ricostruzione, hanno sviluppato i progetti. I nuovi edifici sono perciò una sintesi fra l’esperienza e la professionalità di uno degli architetti italiani più affermati al mondo, di un team di professionisti emergenti aperti all’innovazione e del lavoro di squadra svolto con gli uffici tecnici delle amministrazioni locali.

Innovativa pelle trasparente

A conferma della componente creativa del progetto, il sistema d’involucro utilizza l’elegante soluzione Schüco riportata su legno, caratterizzata da flessibilità, leggerezza e ottime prestazioni energetiche. Il sistema Schüco AOC 50 TI.SI nasce infatti per coniugare estetica, trasparenza ed elevate performance con spessori minimi dei profili e possibilità di sviluppo di vetrate di grandi dimensioni. I volumi in costruzione si caratterizzano per l’estrema trasparenza e per il sobrio design delle facciate, capaci di rendere particolarmente luminosi e piacevoli gli spazi interni. I prospetti sono stati inoltre equipaggiati con frangisole e sistemi oscuranti, in modo da garantire il contenimento dei consumi energetici e la massima funzionalità degli ambienti.

Con la partecipazione a questa opera, Schüco Italia testimonia

la propria capacità di affrontare con successo la sfida della complessità posta da queste singolarità architettoniche. Ed è proprio in virtù dei propri avanzati servizi di engineering e di consulenza tecnica e progettuale che Schüco Italia affianca da sempre le più grandi firme dell’architettura mondiale.

Innovazione tecnologica per facciate ad alte prestazioni

AOC 50 TI è un sistema a montanti e traversi in alluminio che presenta una sezione in vista di soli 50 mm (o 60 mm), perfetto per facciate verticali da riportare su strutture portanti in legno, oppure, nella versione ST, su strutture in acciaio. Oltre agli evidenti vantaggi legati al design, numerosi sono gli aspetti tecnici da evidenziare:

Prestazioni energetiche: queste soluzioni possono raggiungere valori inferiori a Uf = 0,8 W/m2K, in linea con i rigorosi requisiti della certificazione Casa passiva per facciate verticali e area del tetto.

Facilità di installazione e tenuta: grazie alla nuova tecnologia di installazione “a perni”, brevettata per una posa in opera razionale e semplificata, l’impiego di pesanti vetri (anche tripli) non costituisce un vincolo in termini dimensionali e strutturali anche a vantaggio della riduzione dei tempi di realizzazione.

Inoltre sono state quasi completamente eliminate le barriere di tenuta con sigillanti liquidi, creando tre livelli di drenaggio utili alla flessibilità progettuale e a ottenere un’efficace tenuta dell’involucro edilizio.

Automazione: è possibile integrare in facciata l’apribile Schüco AWS 114 come finestra a sporgere o con apertura parallela. Inoltre possono essere incorporate finestre di grandi dimensioni nel sistema di gestione automatizzato dell’edificio, per applicazioni standard e SEFC.

Sicurezza: il sistema è testato per raggiungere le più elevate classi antintrusione (fino a RC 3) sia con sottostrutture in acciaio sia in legno.

Versatilità e funzionalità: gli elementi del sistema consentono carichi del vetro elevati: fino a 810 kg per il legno e a 1190 kg per l’acciaio. Queste soluzioni sono compatibili con l’uso delle snelle copertine già disponibili per i sistemi FWS 50 e FWS 60 e, oltre all’impiego di tamponamenti con spessori compresi tra 6 mm e 58 mm, le superfici vetrate possono essere integrate con moduli fotovoltaici (BIPV).