Scoperto meccanismo per sviluppare nuove strategie terapeutiche contro il tumore al seno

MeteoWeb

Per il cancro al seno, trasportare la proteina CD44s, invece della CD44v, è fondamentale per la progressione della malattia e per la metastasi. Ora i ricercatori del Baylor College of Medicine hanno scoperto un meccanismo attraverso il quale le cellule possono regolare il cambio tra le due proteine, aprendo opzioni per lo sviluppo di strategie terapeutiche per controllare la crescita del cancro in futuro.

Per costruire le proteine CD44, l’informazione genetica nel DNA è trascritta nell’RNA e poi tradotta da RNA in proteina. Le cellule hanno la scelta di tradurre l’informazione nella proteina CD44v o CD44s. Le cellule tumorali del seno che traducono l’RNA nella proteina CD44s hanno un vantaggio di sopravvivenza. Il meccanismo che media quale proteina viene prodotta è chiamato splicing alternativo.

La Dott.ssa Chonghui Cheng, un’autrice dello studio del Baylor College of Medicine, ha dichiarato: “Scoprire come le cellule tumorali regolano lo splicing alternativo è diventato un affascinante argomento di ricerca. L’opinione diffusa è che le decisioni su quale proteina deve essere creata dipendono da delle specifiche sequenze lineari di RNA. Ma ora la ricerca suggerisce che queste decisioni possono anche dipendere da una struttura tridimensionale di RNA lineare ripiegato. Un esempio di queste strutture tridimensionali è G-quadruplex”.

Lavorando con cellule umane in coltura, i ricercatori si sono chiesti se e come G-quadruplex fosse importante per il cambio tra CD44v e CD44s. La Dott.ssa Jing Zhang, co-autrice dello studio, ha dichiarato: “Abbiamo condotto analisi molecolari e biochimiche molto mirate e fornito dati dettagliati che mostrano che G-qaudruplex regola ampiamente il cambio tra CD44v e CD44s. Queste strutture sono anche associate alle malattie degenerative e all’invecchiamento. Se comprendiamo meglio G-quadruplex, allora potremmo fornire nuove conoscenze su come trattare la metastasi del cancro al seno e le malattie neurodegenerative e comprendere meglio il processo dell’invecchiamento”.