Energia, Iea: “Boom di auto elettriche, ma l’addio al petrolio è lontano”

Il futuro è l’elettrico, ma la strada per l’addio al petrolio è ancora lunga. Il World Energy Outlook 2017 redatto dell’Agenzia Internazionale per l’energia (Iea), presentato oggi nella sede di Eni dal direttore, Fatih Birol, traccia i contorni di un presente segnato dal boom delle auto elettriche e di un futuro prossimo in cui l’elettricità cresce nei consumi energetici finali su scala mondiale, arrivando a coprire fino al 40% dell’aumento atteso da qui al 2040.

Ma con con gli Stati Uniti che rappresentano l’80% dell’aumento della produzione petrolifera mondiale da qui al 2025 e che mantengono una pressione al ribasso sui prezzi nel breve termine, il mondo non è ancora pronto per dire addio all’era del petrolio.La produzione statunitense di tight oil – si legge nel rapporto – aumenta di 8 mb/g tra il 2010 e il 2025: si tratterebbe della più lunga e sostenuta crescita produttiva che un singolo paese abbia mai registrato. Un contributo ancora maggiore da parte del tight oil statunitense e una più rapida sostituzione delle automobili tradizionali con quelle elettriche sono fattori che potrebbero mantenere i prezzi del petrolio bassi a lungo.

I motori elettrici industriali, spiega il rapporto presentato anche dall’ad del cane a sei zampe Claudio Descalzi, il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il titolare dell’ambienteGianluca Galletti, rappresentano un terzo dell’incremento previsto della domanda elettrica. Inoltre, l’aumento dei redditi consente a milioni di famiglie l’acquisto di nuovi elettrodomestici,con una crescente quota di dispositivi ‘smart’, e l’installazione di impianti di climatizzazione.

Al 2040, la domanda di elettricità per l’utilizzo di condizionatori in Cina supererà l’attuale consumo elettrico del Giappone. A livello mondiale, il crescente accesso all’elettricità fa sì che ogni anno si aggiungano in media 45 milioni di nuovi consumatori, anche se non basta per l’obiettivo dell’accesso universale entro il 2030. L’elettricità si fa strada anche nella produzione di calore e nella mobilità, con una quota sui consumi finali raggiunge circa il 25%.

Il rafforzamento delle iniziative industriali e del supporto politico – incluse le recenti decisioni di Francia e Regno Unito di bandire la vendita di veicoli convenzionali a benzina e diesel entro il 2040 – porta a prevedere, su scala mondiale, fino a 280 milioni di veicoli elettrici in circolazione all’orizzonte 2040, rispetto agli attuali 2 milioni.In questo scenario il gas naturale può contribuire alla transizione verso un sistema energetico pulito, ma c’è ancora del lavoro da fare. A fronte del ripiegamento di petrolio e carbone e dell’aumento massiccio delle rinnovabili, il gas diventa la singola fonte più importante nel mix energetico globale, ma è fondamentale che le azioni volte a minimizzare i rilasci di metano nell’atmosfera siano credibili.

“Il gas è una grande energia di transizione, la nostra Sen lo prende come elemento centrale – dice Calenda – ma dobbiamo ragionare sulla diversificazione delle fonti, perché oggi siamo molto concentrati, e sul cercare di avere un prezzo più competitivo”. Per Descalzi “siamo nella situazione di cambiare in corsa un veicolo grosso, una balena, che deve riuscire a essere una gazzella” e per questo “la nostra strategia e quella dei prossimi tre anni non solo deve tenere conto del breve, del brevissimo periodo ma anche dal medio e lungo termine”, ha spiegato confermando che “la strategia Eni si muove sul gas”, che “rappresenta quasi il 70% delle nostre riserve”. “Non dobbiamo cancellare tutto ma trasformarlo – ha spiegato – c’è spazio per veicoli elettrici, c’è spazio per i carburanti alternativi e per la trasformazione della chimica”.