L’export dell’olio d’oliva made in Italy mostra difficolta’ sui mercati di riferimento come Usa e Canada, dove scende il consumo di oro verde, mentre guarda con speranza a nuove frontiere come Brasile e Cina dove la domanda, nei primi otto mesi del 2017, sale rispettivamente del 19% e del 13%.
“Abbiamo perso la leadership negli Usa sul prodotto confezionato, con la prima posizione che e’ passata alla Spagna” ha detto Angelo Cremonini, presidente del gruppo olio d’oliva di Assitol, in un incontro sul futuro della filiera olivicola, con la partecipazione del ministro delle Politiche agricola Maurizio Martina.
“Si e’ persa un po’ la reputazione – ha ammesso Cremonini – del saper fare italiano e dell’identita’ nazionale”. Per riconquistare la fiducia dei consumatori, italiani e stranieri, la filiera si compatta scegliendo la via dell’interprofessione, avvia una operazione di recupero della reputazione e chiede il sostegno delle istituzioni.
“Confermo l’impegno del Mipaaf al vostro fianco – ha detto il ministro Martina – nel riconoscere la novita’ dell’interprofessione e nel valorizzare questo cambio di passo con l’obiettivo di rispondere al nuovo scenario competitivo anche con la quantita’ pur mantenendo il presidio della qualita’. La partita di squadra ci ha dato segnali interessanti: il Piano nazionale sta andando avanti, – ha assicurato – dopo aver siglato l’accordo con la Cassa Depositi e Prestiti e’ stata portata a termine l’impalcatura e ora va sperimentato. E’ stato inoltre chiuso un Bando per la formazione e informazione sul settore da 4 milioni, avviata la zonizzazione delle cultivar, ed e’ pronto un bando per la ricerca sulle olive da mensa’‘ ha annunciato infine il ministro Martina.
