Straziante video dell’orso polare che muore di fame: polemiche contro il fotografo, che risponde e spiega perché non è intervenuto

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Lo straziante video dell’orso polare ridotto in fin di vita a causa del riscaldamento globale, ha fatto il giro del mondo, smuovendo le coscienze, ma anche le critiche, da parte del web.  La domanda che in tanti si sono posti è stata: “Perchè il reporter Paul Nicklen di National Geographic, (fautore del video) non ha aiutato l’orso polare?” 

Il fotografo stesso ha deciso di rispondere alle critiche  a lui mosse, ecco le sue dichiarazioni: “È una scena che spacca il cuore, ma che abbiamo scelto di condividere per rompere il velo di apatia della nostra società”.

“Avevamo le lacrime agli occhi mentre filmavamo, è stata l’esperienza più sconvolgente che abbia mai vissuto”.

Alle accuse di non aver prestato soccorso all’animale ha risposto: “Ci ho pensato a fare qualcosa ma non vado in giro con una pistola tranquillante o con 400 chili di carne di foca”.

Ma anche se lo avessi aiutato, il mio gesto non sarebbe servito a molto”. 

“Aveva gli arti inferiori atrofizzati. Non potevamo fare molto per lui”.

Ho ripreso la sua lenta morte per far sì che non sia avvenuta invano – ha detto l’attivista – quando gli scienziati parlano dell’estinzione degli orsi polari, le persone comuni non si rendono conto di ciò che significa. Questa è la fine che fanno: muoiono lentamente di fame. E tutti lo devono vedere”.

Tutti possiamo aiutare a cambiare le cose, siamo noi il cambiamento, ecco come: “Ora immagino che tutti gli orsi polari moriranno così. Questo orso non era vecchio, né aveva ferite visibili, ma c’è una soluzione – ha concluso il fotografo – dobbiamo ridurre la nostra impronta di carbonio, mangiare il cibo giusto, smettere di abbattere le nostre foreste e iniziare a rispettare la Terra: la nostra prima casa. È possibile aiutare anche donando e sostenendo Sea Legacy e le sue battaglie per salvare gli oceani e i ghiacciai”.