Presepe: la simbologia che caratterizza i personaggi principali

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Quali sono i simboli del presepe come noi oggi lo conosciamo? Quanto al bue e all’asinello, nei Vangeli di Luca e Matteo non si parla di questi animali presenti al momento della Natività. La loro collocazione tradizione nel Presepe nacque quando la Bibbia venne tradotta dal greco al latino nel libro di Abacuc, uno dei libri dell’Antico Testamento, traducendo erroneamente la frase “in mezzo a due età” con quella “ in mezzo a due animali”. Se qualcuno vede in essi la contrapposizione tra Antico e Nuovo Testamento, tra forse benefiche e malefiche, c’e’ chi sostiene che il bue sia un animale domestico utile tenace nel lavoro e mite e chi proprio non riesce a far a meno di dire che l’asino sia umile e che faccia il suo dovere. La grotta è il simbolo del centro del mondo, per eccellenza luogo di nascita e rinascita. E’ evidente il riferimento al culto mithraico e alla grotta dei Misteri di Mithra. La grotta si ricollega all’utero, al ventre materno.

La stalla e la mangiatoia indicherebbero la povertà d’anima e le difficoltà incontrate dall’uomo per raggiungere la spiritualità; Giuseppe è simbolo d’intelletto, dello spirito dell’uomo, in principio maschile, lo sforzo umano che ascende dal basso, la responsabilità operosa, investita del compito di vigilare sul Bambino in perfetta modestia e umiltà, sottolineate dagli abiti scuri, in particolare marroni (marrone come la terra) e dismessi. Maria è l’archetipo femminino, il simbolo di virtuosa e sacra maternità, col suo manto azzurro che riecheggia al cielo, da dove proviene il Figlio di Dio. I pastori rappresentano l’aspetto intuitivo-mistico che è attirato sponteamente dalla Verità Suprema. Solo chi veglia di notte e conosce i segni del cielo, può ascoltare gli Angeli e riconoscere che colui che è nella mangiatoia è la via da seguire.

Non a caso i pastori sono i signori degli agnelli, simbolo per eccellenza dell’offerta sacrificale. Ed ancora, i Re Magi, Gaspare, Melchiorre e Baldassare che portano oro (metallo per eccellenza usato per adornare nobili regnanti e loro case), simbolo di regalità; incenso , simbolo spirituale di consacrazione alla preghiera, mirra, un’erba amara che ci parla della sofferenza redentrice di Cristo, la cui intera vita è stata contrassegnata da persecuzioni sin dalla tenera infanzia, passando per incomprensioni, tradimenti, sino alla morte in croce. Infine, ma non per importanza, la stella cometa, simbolicamente la luce interiore che conduce i Magi a Colui che è fonte di quella luce.