Il colpo di coda di Gentiloni: approvata al fotofinish della legislatura la Riforma della Protezione Civile: ecco cosa cambia

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Rafforzamento dell’intero sistema e della catena di comando in caso di calamita’, introduzione della ‘mobilitazione generale’ per intervenire prima dell’emergenza, misure urgenti a sostegno dei cittadini che hanno perso tutto, allungamento della durata dello stato d’emergenza: il Consiglio dei ministri ha approvato ieri in via definitiva, su proposta del premier Paolo Gentiloni, il decreto di attuazione della riforma della Protezione Civile. Obiettivo: rafforzare l’azione del servizio nazionale di Protezione Civile in tutte le sue funzioni, a partire dalle attività operative in emergenza. “La certezza delle norme, per la delicatezza del nostro settore, e’ un elemento fondamentale per assicurare interventi efficaci e tempestivi” commenta il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli.

LaPresse/Vincenzo Livieri

“Abbiamo completato l’impegno preso”, sottolinea il Pd. Diverse le novita’ introdotte. Migliora la definizione della catena di comando e di controllo in emergenza in funzione delle diverse tipologie di emergenza. Con il nuovo concetto di ‘mobilitazione generale’, poi, si ottengono due vantaggi: la possibilita’ di operare, senza la dichiarazione dello stato d’emergenza, sia in previsione dell’evento – supportando le autorita’ locali – sia nell’immediatezza del fatto, riducendo cosi’ l’impatto dei fenomeni.

Non sara’ inoltre piu’ necessario avere la stima dei danni per dichiarare lo stato d’emergenza: viene stabilito un primo stanziamento e successivamente si fara’ la conta dei danni. E proprio lo stato d’emergenza viene allungato da un anno (6 mesi piu’ altri sei) a due (12+12). Le ordinanze di Protezione Civile saranno emanate acquisita l’intesa delle Regioni interessate e potranno intervenire, oltre che sull’organizzazione e l’effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, anche sul ripristino della funzionalita’ dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, sulla gestione dei rifiuti, delle macerie e sulle misure volte a garantire la continuita’ amministrativa, compresa l’attivazione delle prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e ai cittadini. Vengono poi regolamentate le attivita’ di volontariato organizzato, con lo scopo di valorizzarle, definendo in maniera chiara i gruppi comunali di Protezione Civile e introducendo la responsabilita’ del cittadino rispetto alle indicazioni date dalle autorita’ di Protezione Civile ai diversi livelli. Per quanto riguarda le misure e gli strumenti organizzativi e finanziari, e’ prevista una ripartizione delle risorse in tre fondi: uno nazionale di Protezione Civile per le attivita’ di previsione e prevenzione; uno per le emergenze nazionali; e uno regionale di Protezione Civile per potenziare il sistema territoriale di Protezione Civile.

È con grande soddisfazione che il Dipartimento della Protezione Civile ha accolto l’approvazione definitiva nel Consiglio dei Ministri di ieri del nuovo ‘Codice della protezione civile’, che finalmente offre a tutti gli operatori del settore un quadro organico e coerente della normativa di protezione civile italiana. Il decreto legislativo, infatti, raccoglie, coordina e semplifica disposizioni che erano prima sparse in molti provvedimenti diversi e assicurando così maggiore operatività ed efficacia.

“La certezza delle norme, per la delicatezza del nostro settore, è un elemento fondamentale per assicurare interventi efficaci e tempestivi, soprattutto in emergenza” ha commentato il Capo Dipartimento, Angelo Borrelli. “Il nuovo Codice rappresenta il prodotto corale del Servizio nazionale della protezione civile e, in questo, siamo consapevoli di aver raggiunto l’obiettivo principale che la legge-delega si proponeva: tracciare il percorso per costruire la protezione civile del futuro, facendo tesoro dei progressi fatti nei 25 anni che ci separano dall’approvazione della legge n. 225/1992, frutto delle straordinarie intuizioni del presidente Zamberletti, per aprire tutti insieme una nuova fase, nello spirito di concretezza e di leale collaborazione tra livelli di governo che sempre caratterizzano il modello italiano di protezione civile”.

Il provvedimento è frutto di un percorso di elaborazione e condivisione condotto con impegno insieme alle Regioni, ai Comuni, alle Province e alle Amministrazioni centrali che operano nel Servizio nazionale della protezione civile, primi fra tutti i Vigili del Fuoco, ed è stato arricchito dai contributi  delle Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato. Il Dipartimento rivolge un particolare ringraziamento anche ai rappresentanti del volontariato organizzato di protezione civile, che hanno collaborato alla formulazione delle norme che li riguardano: un patrimonio prezioso del nostro Paese da preservare e valorizzare.