Santa Barbara: ecco la sua leggendaria e controversa vita

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Si celebra oggi, 4 novembre, Santa Barbara, Vergine e Martire, venerata nella Chiesa cattolica ed in quella ortodossa. Originaria della Turchia, nacque nel III secolo d.C. nel’attuale Izmit, trasferendosi poi, presso la villa rustica di Scandriglia, in provincia di Rieti, al seguito del padre, collaboratore dell’imperatore Massimiano. Si racconta che suo padre, Dioscuro, di religione pagana, l’avesse rinchiusa in una torre per proteggerla dai suoi pretendenti e per evitare che utilizzasse le terme pubbliche, gliene fece costruire di private. La madre di Barbara aveva già abbracciato segretamente la religione cristiana, e lo rivelò alla figlia che dopo aver aver ascoltato alcune delle preghiere, percepì Gesù all’interno del suo cuore diventando così cristiana; e coinvolse nella sua nuova passione anche la sua amica Giuliana, convincendola a convertirsi e a pregare insieme a lei. Dioscuro denunciò la figlia al magistrato romano che, la condannò alla decapitazione ordinando che la sentenza venisse eseguita proprio da suo padre dopo due giorni di feroci torture.

Fu prima flagellata con delle verghe, che secondo la leggenda si tramutarono in piume di pavone e per questo motivo spesso nella sua iconografia la santa è raffigurata tenendo in mano delle lunghe piume, successivamente venne torturata col fuoco, fino ad essere decapitata. Correva l’anno 306 ed era il 4 dicembre e, sempre secondo la leggenda, Dioscuro, che procedette all’esecuzione, fu subito dopo ucciso da un fulmine. Esistono molte redazioni in greco e traduzioni latine della Passio di Barbara. Si tratta di narrazioni leggendarie, il cui valore storico è molto scarso. In alcune passionesm, il martirio è posto sotto l’impero di Massimino il Trace o di Massimiano; in altre sotto quello di Massimino Daia. Circa il luogo in cui nacque, c’è chi sostiene sia originaria di Antiochia, chi di Nicomedia e chi addirittura di Heliopolis.

Nelle traduzioni latine, invece, Barbara sarebbe vissuta in Toscana, tanto che, nel Martilogio di Adone si legge: “In Tuscia natale sanctae Barbarae Virginis et martyris sub Maximiano imperatore”, Diverse le leggende legate al luogo del martirio. Una di queste riferisce che il martirio avvenisse a Scandriglia e che il corpo sia stato successivamente trasferito a Rieti nel X secolo per metterlo in salvo dalle scorrerie saracene: qui divenne patrona della città e le fu dedicata la cappella più ricca della Cattedrale. Un’altra invece sostiene che il martirio sia avvenuto in Egitto e le reliquie trasferite in seguito a Costantinopoli, da dove i veneziani, alla fine del X secolo, le avrebbero portate a Venezia, e più tardi a Torcello ed infine a Murano. Oggi i resti della Santa riposano nella Cappella omonima a Burano.