Tante sono le leggende nate attorno alla figura di Santa Lucia. Nel bresciano, ad esempio, si narra della città colpita da una grave carestia, tanto che delle signore di Cremona organizzarono una distribuzione di sacchi di grano, da lasciare anonimamente sulle porte di tutte le famiglie. Una carovana di asinelli, carichi di frummento, raggiunse Brescia nelle morse della fame. Poiché la distribuzione avvenne di nascosto, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, si pensò che fosse stata una grazia della Martire. L’antica ospitalità voleva che si accogliessero nelle case i pellegrini che cercavano riparo dal freddo e questi ultimi, a loro volta, prima di ripartire, dovevano lasciare un dono sulla porta della casa che li aveva accolti. Col trascorrere del tempo, l’usanza di fare regali in occasione del 13 dicembre si consolidò.
Si parla anche di una grave carestia che colpì Siracusa nel 1646. Consumate le scorte, molti cominciarono a patire la fame. Il vescovo invitò la cittadinanza alla preghiera. Una colomba o una quaglia, a seconda delle versioni, entrò nella chiesa. Nel frattempo delle navi cariche di grano approdarono senza equipaggio nel porto di Siracusa. Un’altra leggenda racconta di un pastore che vide allontanarsi la sua mucca dal resto del gregge. Un uomo, incuriosito, vide che essa si abbeverava ad una sorgente non lontana e vicino a quella fonte scorse un’effige della Santa, realizzata durante l’epoca della “sosta delle spoglie di Santa Lucia”. I fedeli di Erchie, allora, costruirono una cappella in suo onore e poi una Basilica Superiore. Il Santuario è strutturato in tre piani ed in quello più basso sorga un’acqua ritenuta dai fedeli miracolosa.


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