La siccità e gli ecosistemi sono determinati dall’interazione di due fenomeni climatici

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L’Oscillazione Nord Atlantica (NAO) è un’oscillazione su larga scala nella massa atmosferica localizzata tra l’area di alta pressione subtropicale e l’area di bassa pressione polare nel bacino del Nord Atlantico, ed è ampiamente responsabile di periodi di siccità nel continente europeo. Studi precedenti hanno dimostrato che la NAO ha un grande effetto potenziale su diversi aspetti, dalla crescita degli alberi, alla produzione di frutta, ai cicli dei parassiti forestali. Tuttavia, la NAO non basta a giustificare la produttività forestale a lungo termine.

Ecco allora che un nuovo studio condotto dall’University of Alcal de Henares, in Spagna, in collaborazione con altre università, analizza l’incidenza di un altro fenomeno climatico, l’Oscillazione Multidecennale Atlantica (AMO). Si tratta di anomalie periodiche nelle temperature di superficie dell’Oceano Atlantico, secondo cui le temperature oceaniche seguono un ciclo di circa 70 anni in totale. Questi cambiamenti delle temperature nell’oceano influenzano l’atmosfera non nell’immediato, ma con un certo ritardo.

Il nuovo studio è il risultato di una linea scrupolosa di ricerca, avviata 5 anni fa, che include dati provenienti da archivi storici, climatologia, modelli statistici ed ecologia forestale. L’obiettivo dei ricercatori era comprendere le cause dei cicli climatici e delle loro conseguenze sulla produttività degli ecosistemi attraverso l’evoluzione della produttività forestale nel corso del secolo scorso, analizzata con gli strumenti del XXI secolo. I risultati dello studio mostrano che le fasi positive e negative di AMO e NAO esercitano un alto tasso di controllo sulla produttività forestale a causa della riduzione delle precipitazioni e delle temperature invernali.

Ciò che è necessario è controllare l’AMO, che alla fine determina la temperatura e l’umidità dell’aria. Asier Herrero, uno dei ricercatori che ha partecipato allo studio, ha dichiarato: “Il monitoraggio dei modelli climatici analizzati potrebbe aiutare a prevedere periodi di forte siccità, anche se non sarà un compito semplice, quindi potrebbe incoraggiare l’applicazione di misure per adattare le foreste in maniera più efficace”. Durante un periodo di siccità, come quello che ha colpito il Mediterraneo in tempi recenti, questi risultati potrebbero essere fondamentali per i programmi per l’acqua, l’agricoltura e le foreste e, in particolare, per valutare la vulnerabilità climatica degli ecosistemi.