Il Solstizio d’Inverno 2017 ed il suo significato: un “singolo momento” preciso, simbolo di cambiamento

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E’ scattato ieri il solstizio d’inverno, alle 16:28 UTC (17:28 ora italiana): è iniziato quindi l’inverno astronomico, ed è entrata nel vivo la stagione più fredda dell’anno.

Proprio alle 17:28 di ieri Google ha voluto celebrare l’arrivo della stagione astronomica con un doodle, un divertente disegno animato con protagonista un topolino che prima pattina sul ghiaccio e poi piomba, come una palla di neve, nella sua tana con le scorte per l’inverno. Perché alle 17:28 e non tutto il giorno del 21 dicembre?Sebbene la maggiora parte delle persone si riferiscano al solstizio come a un’intera giornata, in realtà il solstizio è definito come un singolo momento: quando il sole è direttamente sopra il Tropico del Capricorno“, spiega lo stesso motore di ricerca. E’ proprio da quel momento, spiega Google, che “i periodi di luce del giorno ricominceranno di nuovo ad allungarsi“.

google doodle solstizio d'inverno 2017

Il disegno animato è visualizzabile in homepage di Google in tutto l’emisfero boreale: l’emisfero australe celebra, al contrario, il solstizio d’estate.

Il termine solstizio deriva dal latino Sol (sole) e sistere (fermarsi), col significato di Sole stazionario, fermo. In astronomia è il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica (cammino apparente che il Sole traccia nel cielo durante l’anno), il punto di inclinazione (angolo al centro sotteso da un arco meridiano celeste compreso tra equatore celeste e il parallelo passante per l’oggetto, analogo alla latitudine terrestre) massima o minima, rispettivamente nel mese di giugno (20/21 giugno) e di dicembre (21/22 dicembre). Il solstizio ritarda ogni anno di circa sei ore rispetto all’anno precedente, esattamente di 5 ore, 48 minuti e 46 secondi, riallineandosi forzosamente ogni 4 anni, in corrispondenza dell’anno bistestile, introdotto per evitare la progressiva divergenza delle stagioni con il Calendario.

Per una curiosa coincidenza, il 21 dicembre è legato a due eventi epocali per la scienza. Il 21 dicembre 1898 Marie e Pierre Curie scoprirono il tadio, mentre 70 anni dopo, nel 1968, fu lanciato l’Apollo 8, la prima missione nucleare con equipaggio umano. Il solstizio ispirò il frammento 66 dell’opera di Eraclito di Efeso, fu allegoricamente cantato da Omero nell’Odissea e da Virgilio nel sesto libro dell’Eneide. Esso è denominato Alban Arthuan (rinascita del dio sole) dai Gallo-Celti, Yule (ruota dell’anno) dai Germani, Jun (ruota solare) dagli Scandinavi, July (tempesta di neve) dai Finnici, Juula dai Lapponi e Karatciun (il giorno più corto) dai Russi.

Sono davvero numerosi i simboli legati al solstizio d’inverno, periodo magico per tutti i popoli della terra, nel corso della storia. Tra questi la ghirlanda, il simbolo di Yule, della natura infinita della vita; il vischio, una pianta sacra ai Druidi, considerata discesa dal cielo, figlia del fulmine, quindi emanazione divina (ancora oggi, baciarsi a Capodanno sotto il vischio è di buon auspicio, come rituale praticato dalle coppie innamorate per procacciarsi la fortuna). Altro simbolo del solstizio d’inverno è l’abete, usato dai popoli germanici, nei riti pagani, per festeggiare il passaggio dall’autunno all’interno. Veniva bruciato in una stufa, in modo che il fuoco propiziasse il ritorno al sole. Fu scelto l’abete in quanto albero sempreverde, portatore di speranza nell’animo degli uomini, visto che non muore mai, nemmeno nel periodo più freddo e difficile dell’anno. L’abete era anche un simbolo fallico, di fertilità e abbondanza, associato alle divinità maschili di forza e vitalità.