Ormai manca davvero poco al solstizio d’inverno, atteso il 21 dicembre 2017 alle ore 16:28 UTC (17:28 ora italiana). E’ questa la data con cui avrà ufficialmente inizio l’inverno astronomico, entrando nel vivo della stagione più fredda dell’anno. Il termine solstizio deriva dal latino Sol (sole) e sistere (fermarsi), col significato di Sole stazionario, fermo. In astronomia è il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica (cammino apparente che il Sole traccia nel cielo durante l’anno), il punto di inclinazione (angolo al centro sotteso da un arco meridiano celeste compreso tra equatore celeste e il parallelo passante per l’oggetto, analogo alla latitudine terrestre) massima o minima, rispettivamente nel mese di giugno (20/21 giugno) e di dicembre (21/22 dicembre). Il solstizio ritarda ogni anno di circa sei ore rispetto all’anno precedente, esattamente di 5 ore, 48 minuti e 46 secondi, riallineandosi forzosamente ogni 4 anni, in corrispondenza dell’anno bistestile, introdotto per evitare la progressiva divergenza delle stagioni con il Calendario.
Per una curiosa coincidenza, il 21 dicembre è legato a due eventi epocali per la scienza. Il 21 dicembre 1898 Marie e Pierre Curie scoprirono il tadio, mentre 70 anni dopo, nel 1968, fu lanciato l’Apollo 8, la prima missione nucleare con equipaggio umano. Il solstizio ispirò il frammento 66 dell’opera di Eraclito di Efeso, fu allegoricamente cantato da Omero nell’Odissea e da Virgilio nel sesto libro dell’Eneide. Esso è denominato Alban Arthuan (rinascita del dio sole) dai Gallo-Celti, Yule (ruota dell’anno) dai Germani, Jun (ruota solare) dagli Scandinavi, July (tempesta di neve) dai Finnici , Juula dai Lapponi e Karatciun (il giorno più corto) dai Russi.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?