Sullo ‘scandalo delle casette’ interviene l’Ance Marche, facendo alcune precisazioni sia per quanto riguarda le responsabilita’ per i tempi di consegna delle Sae, rivelatisi troppo lunghi, sia sui vizi che si sarebbero finora riscontrati nella qualita’ e nella funzionalita’ delle strutture.
“Innanzitutto – affermano i costruttori – le imprese di costruzioni regionali hanno eseguito esclusivamente i lavori di urbanizzazione delle aree”, rispettando i tempi di esecuzione dei contratti di appalto sottoscritti, “con corretta esecuzione dei lavori edili affidati”. In sostanza, ribadisce l’Ance, “alle imprese di costruzioni del territorio e’ stata appaltata dalla Regione Marche, con gare formali ad evidenza pubblica, solo l’esecuzione di opere edilizie riguardanti la predisposizione e l’apprestamento delle aree per l’installazione delle casette. Le relative opere edilizie sono state realizzate correttamente e nel rispetto dei tempi contrattualmente previsti: nulla hanno a che vedere gli appalti delle opere eseguite dalle imprese regionali con la corretta realizzazione dei lavori riguardanti le Sae fin qui realizzate e installate”.
Riguardo, infine, alle accuse di “nanismo”, esse “appaiono del tutto infondate e fuorvianti, in quanto fra le imprese Ance appaltatrici delle opere di urbanizzazione per le casette ci sono costruttori qualificati Soa per lavori di importo pari a milioni di euro”.
