“Si stima che il 5-10% dei tumori della mammella e il 10-20% delle neoplasie dell’ovaio siano dovuti a una predisposizione ereditaria, riconducibile in particolare alle mutazioni dei geni Brca1 e Brca2”. Lo sottolinea Stefania Gori, presidente nazionale dell’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) che, per sensibilizzare le donne su questo tema e promuovere una prevenzione basata sui test genetici, ha realizzato un opuscolo che sarà distribuito in tutte le oncologie italiane.

Le donne che ereditano la mutazione di Brca1 – ricorda l’Aiom – hanno una probabilità del 57% di ammalarsi di cancro al seno e del 40% di sviluppare un tumore ovarico nel corso della vita. Le percentuali sono inferiori per il gene Brca2, rispettivamente pari al 49% per la mammella e al 18% per l’ovaio. Anche gli uomini possono ereditare la mutazione genetica e, a loro volta, trasmetterla ai figli.
Se ritenuto indicato e accettato dalla donna – proseguono gli esperti Aiom – il passaggio successivo è rappresentato dal test genetico, eseguito sul sangue o sul tessuto tumorale da cui viene isolato il Dna. E’ possibile gestire l’aumentato rischio di sviluppare neoplasie mammarie o ovariche nelle portatrici di mutazione Brca1/2 (sane o colpite da tumore) attraverso diversi approcci che vanno dalla sorveglianza intensiva fino alla chirurgia profilattica.
“La donna – chiarisce Gori – può scegliere di sottoporsi a controlli radiologici più frequenti, per diagnosticare eventuali tumori della mammella quando sono ancora in stadio iniziale e quindi più facilmente curabili. Il controllo semestrale di un marcatore tumorale, Ca-125, unitamente all’ecografia ginecologica transvaginale, sono raccomandati per una diagnosi precoce di carcinoma ovarico”.
“L’alternativa – continua la presidente dell’Aiom – è rappresentata dalla chirurgia profilattica. La mastectomia bilaterale profilattica è in grado di ridurre fino al 90-95% il rischio di sviluppare il carcinoma della mammella nelle donne con mutazione di Brca1/Brca2. E l’annessiectomia profilattica bilaterale (l’asportazione chirurgica di tube e ovaie) può prevenire la quasi totalità (95%) dei tumori ovarici su base genetico-ereditaria. La decisione deve però essere sempre ben ponderata e discussa con un’équipe multidisciplinare, soprattutto in relazione all’età della donna e al suo desiderio di avere figli”.