Vareniclina: il farmaco per smettere di fumare potrebbe aumentare il rischio di eventi cardiovascolari avversi

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La vareniclina, uno dei farmaci più comunemente prescritti per aiutare le persone a smettere di fumare, potrebbe sottoporle ad un maggiore rischio di un evento cardiovascolare, secondo una nuova ricerca. I ricercatori del Canada hanno riportato che in uno studio osservazionale e auto-controllato, i pazienti a cui era stata prescritta la vareniclina (Champix in Europa) avevano il 34% di possibilità in più di avere una visita al pronto soccorso o un ricovero per un evento cardiovascolare, mentre assumevano il farmaco. Tra i pazienti che non avevano mai vissuto un evento cardiovascolare in precedenza, l’incidenza era solo del 12%.

I ricercatori hanno stimato che tra tutti i pazienti, c’erano 3.95 eventi cardiovascolari avversi ogni 1.000 utilizzatori di vareniclina, che potevano essere attribuiti al farmaco. Hanno anche notato un piccolo aumento delle visite al pronto soccorso e dei ricoveri per sintomi neuropsichiatrici. I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche di 56.851 nuovi utilizzatori di vareniclina tra il 2011 e il 2015.

La vareniclina di solito viene assunta per 12 settimane. Queste settimane erano considerate l’intervallo a rischio ed erano confrontate con le settimane prima dell’inizio del trattamento e dopo la fine del trattamento. Durante tutto il periodo, 4.185 e 4.720 pazienti hanno vissuto rispettivamente uno o più eventi cardiovascolari o neuropsichiatrici, che hanno portato a visite al pronto soccorso o al ricovero.

Gli eventi cardiovascolari includevano attacchi cardiaci, ictus, aritmie, angina instabile e malattie vascolari periferiche. Tra gli eventi neuropsichiatrici, i ricercatori includevano depressione, ansia, psicosi, allucinazioni, insonnia e autolesionismo.

Dal momento che lo studio è osservazionale, non possono essere determinate cause ed effetti. Inoltre, gli autori sottolineano alcune limitazioni dello studio: per esempio, il non avere informazioni sul fatto se le persone smettevano di fumare, se assumevano altri farmaci come supporto e se l’astinenza da nicotina influiva su alcuni degli eventi neuropsichiatrici riportati.

L’autore principale dello studio Andrea S. Gershon, professore associato di medicina all’Università di Toronto e scienziato presso l’Institute for Clinical Evaluative Sciences and Sunnybrook Health Sciences Centre in Ontario, Canada, ha concluso: “Smettere di fumare riduce le possibilità di una persona di sviluppare malattie cardiache e cancro e ha anche molti altri benefici per la salute. I nostri risultati non dovrebbero essere utilizzati per suggerire alle persone di non prendere la vareniclina. Dovrebbe essere usati per aiutarle a prendere una decisione informata sul suo uso, basata sulla conoscenza dei suoi rischi e dei suoi benefici”. Secondo il Dottor Gershon il risultato dello studio suggerisce anche che i dottori dovrebbero seguire i pazienti più attentamente per rilevare eventi avversi prima che si verifichino.