In Italia solo una bovina da latte su due è vaccinata e sebbene il numero delle vaccinazioni sia in aumento e l’attenzione a strategie sanitarie alternative agli antibiotici sia crescente, soprattutto nelle richieste del consumatore, il tema non deve essere sottovalutato, dato che la salute dell’animale è fondamentale per la salubrità e la qualità del latte e della carne che portiamo in tavola.
Di questi temi si parlerà in un convegno, organizzato da Msd Animal Health Italia, che si svolgerà domattina al museo Lamborghini a Casette di Funo, nel bolognese, alla presenza veterinari e allevatori.
Il concetto di vaccinazione e le pratiche vaccinali nel settore bovino negli ultimi anni stanno cambiando. “Da un lato – spiega il professor Sandro Cavirani, della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Universita’ degli Studi di Parma, opinion leader in Europa nel campo dell’immunologia e delle malattie infettive – c’è sempre più consapevolezza della sua importanza e questo fa ben sperare per arrivare finalmente alla cosiddetta ‘immunità di popolazione’, come avviene per gli uomini; dall’altro l’aumento della vaccinazione va di pari passo con il diffondersi della medicina preventiva e quindi con il progressivo minore utilizzo degli antibiotici“.
Lo spauracchio del latte o della fettina di carne agli antibiotici e di prodotti di origine animale non sicuri per il consumatore potrebbe diventare un brutto ricordo quindi, con conseguenze positive, non solo sui prodotti che mangiamo, ma anche sull’ambiente e sulla farmacoresistenza che sviluppano gli animali trattati senza le giuste cautele (diagnosi precoce, biosicurezza).
Il convegno, organizzato in una sede storica della ditta Lamborghini, con l’intento di sottolineare il parallelismo tra due società visionarie nel campo della ricerca e dell’innovazione, si aprirà alle 10 con l’intervento del dottor Vanni Scarso, direttore settore ruminanti di Msd. Si proseguirà poi con i contributi del dottor Alex Bach, Dipartimento produzioni animali dell’Irta (Istituto di ricerca e tecnologia agroalimentare, Barcellona), che spiegherà l’importanza della messa in opera di piani vaccinali sin dalla giovane età dell’animale per permettere l’espressione massima del potenziale genetico durante la vita produttiva, del professor Cavirani, che illustrerà i criteri che informano l’utilizzo dei vaccini nell’allevamento bovino, e, infine, del dottor Pietro Paolo Pattini, che fornirà utili e preziosi consigli per ottimizzare l’efficienza di questi prodotti in allevamento.
Animali: solo una bovina da latte su due è vaccinata


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