Il punto più caldo di un pianeta gassoso vicino ad una stella non si trova dove gli astrofisici credevano: si tratta di una scoperta che sfida la comprensione degli scienziati di molti pianeti di questo tipo scoperti in sistemi solari diversi dal nostro.
Questi pianeti vengono chiamati gioviani caldi ma, a differenza di Giove, orbitano incredibilmente vicino alla loro stella madre, tanto da impiegare meno di tre giorni per completare la loro orbita. Un emisfero di questi pianeti è rivolto sempre verso la stella, mentre l’altro si trova permanentemente al buio. Il punto più caldo del lato “giorno” tende ad essere il punto più vicino alla stella. Gli astrofisici hanno osservato che questi pianeti hanno anche forti venti che soffiano verso est vicino ai loro equatori, che a volte possono spostare il punto caldo verso est.
Nel misterioso caso dell’esopianeta CoRoT-2b, tuttavia, il punto caldo si trova in direzione opposta, ad ovest. Un team di ricerca guidato dagli astronomi del McGill Space Institute (MSI) della McGill University e dell’Institute for research on Exoplanet (iREx) di Montreal ha fatto la scoperta utilizzando lo Spitzer Space Telescope della NASA. Dei 9 gioviani caldi studiati dal gruppo di ricerca, tutti avevano venti che soffiavano verso est. CoRoT-2b, dunque, sembra rappresentare l’eccezione che conferma la regola.
CoRoT-2b, scoperto 10 anni fa, si trova a 930 anni luce dalla Terra. Nonostante la scoperta di altri gioviani caldi, ha continuato ad intrigare gli astronomi a causa di due fattori: le sue gonfie dimensioni e il misterioso spettro delle emissioni di luce dalla sua superficie. Si tratta di due fattori che suggeriscono che qualcosa di insolito si sta verificando nell’atmosfera di questo gioviano caldo, secondo i ricercatori. Utilizzando l’Infrared Array Camera di Spitzer per osservare il pianeta mentre completava un’orbita intorno alla sua stella, i ricercatori sono stati in grado di mappare la luminosità della superficie del pianeta, scoprendo il punto caldo verso ovest.
I ricercatori offrono tre possibili spiegazioni per questa scoperta, ognuna delle quali fa nascere nuove domande.
- Il pianeta potrebbe ruotare così lentamente che una rotazione richiede più tempo di un’orbita completa intorno alla stella; questo potrebbe creare dei venti che soffiano verso ovest invece che verso est – ma questo minerebbe le teorie dell’interazione gravitazionale tra pianeta e stella in queste orbite strette.
- L’atmosfera del pianeta potrebbe interagire con il campo magnetico del pianeta per modificare i modelli dei venti; questo potrebbe fornire la rara opportunità di studiare il campo magnetico di un esopianeta.
- Grandi nuvole a coprire il lato orientale del pianeta potrebbero farlo apparire più scuro di quanto in realtà sia– ma questo minerebbe gli attuali modelli della circolazione atmosferica su questi pianeti.
I ricercatori sperano che il James Webb Telescope, il cui lancio è previsto per il prossimo anno, fornisca loro dati mai avuti prima su CoRoT-2b.


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