Nella diagnosi dell’autismo i movimenti del corpo, minimi e impercettibili a occhio nudo, potrebbero dare un grande aiuto e potrebbero costituire la base per un test diagnostico oggettivo. Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports e condotta tra Indiana University e Rutgers University. Lo studio dei movimenti potrebbe persino rivelare il livello di gravità della malattia.
Ad oggi infatti non esiste un test diagnostico oggettivo per l’autismo, in grado di svelare la malattia anche prima dell’esordio dei sintomi, per avviare terapie e interventi precoci. I ricercatori hanno coinvolto oltre 70 volontari di cui 30 con autismo, di 7 – 30 anni, 15 adulti sani, di 19 – 31 anni; sei bambini sani; 20 genitori sani di figli con autismo. Il test usato consiste semplicemente nel muovere il braccio per toccare il pulsante di un touchscreen. Il braccio indossa un sensore in grado di registrare minime e impercettibili fluttuazioni del movimento nel momento in cui la mano si dirige verso lo schermo, nonche’ la velocita’ dei movimenti stessi.
In base alle fluttuazioni di movimento (che sono misurate con un punteggio numerico), i ricercatori sono stati capaci di riconoscere i 30 soggetti autistici. Il ‘punteggio’ per ogni singolo paziente era proporzionale al grado di gravita’ con cui la persona manifestava la malattia. Inoltre i ricercatori hanno riscontrato minime fluttuazioni di movimento anche nei genitori sani dei pazienti con autismo, cosa che suggerisce la possibilita’ di usare il test anche per stabilire chi e’ a rischio di avere figli con la malattia.
