A seguito dello scandalo del latte in polvere per neonati prodotto dalla Lactalis, importante gruppo francese mondiale di prodotti lattiero caseari contaminato da Salmonella, sono stati ritirati dal mercato ben 12 milioni di confezioni in 83 paesi del mondo. Emanuele Besnier, amministratore delegato del gruppo, in un’intervista ha dichiarato di prendere atto di questa gravità e di ritirare immediatamente dagli scaffali questo pericoloso alimento. I casi di contagio si sono verificati in Francia, di cui 35 neonati si sono ammalati di salmonella, due in Spagna e uno in Grecia. E’ un caso gravissimo che mette in serio pericolo la salute dei bambini, ad affermarlo è il presidente nazionale del movimento difesa del cittadino, Francesco Longo; ancora più grave è che il latte contaminato sia rimasto sugli scaffali di molti supermercati anche dopo che la Lactalis aveva chiesto già a dicembre il ritiro di tonnellate di prodotto. La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, sia sporadiche che epidemiche. E’ presente in natura con più di 2000 varianti,i cosiddetti sierotipi, ma i ceppi più diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono S. enteritidis e S. typhimurium.
Le infezioni si distinguono in forme tifoidee (S. typhi e S. paratyphi, responsabili della febbre tifoide e delle febbri enteriche in genere), in cui l’uomo rappresenta l’unico serbatoio del microrganismo, e forme non tifoidee, causate dalle cosiddette salmonelle minori (come S. typhimurium e la S. enteritidis), responsabili di forme cliniche a prevalente manifestazione gastroenterica. La salmonella non tifoidee, quella più frequente nei casi di infezioni gastrointestinali, sono quelle che si riscontrano più frequentemente nelle tossinfezioni alimentari nel mondo industrializzato. I principali serbatoi d’infezione sono rappresentati dagli animali e i loro derivati, quindi carne, uova e latte consumati crudi o non pastorizzati, e l’ambiente caratterizzato da acque non potabili che rappresentano un veicoli di infezione. I sintomi più frequenti sono in genere associati a febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea. Nei casi più gravi si possono verificare batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi che si verificano soprattutto in soggetti fragili come anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede un ricovero ospedaliero, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero. Le salmonellosi nell’uomo possono anche causare uno stato asintomatico. I sintomi in genere compaiono tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati, ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore e si protraggono per 4-7 giorni. L’infezione si trasmette attraverso l’ingestione di cibo o bevande contaminate, o per contatto di oggetti o piccoli animali in cui siano presenti le salmonelle. Gli alimenti, come si è potuto costatare, rappresentano uno dei veicoli più importanti di diffusione dell’infezione nell’uomo. I principali alimenti a rischio di contaminazione da salmonella sono:
- uova crude (o poco cotte) e derivati a base di uova
- latte crudo e derivati del latte crudo (compreso il latte in polvere)
- carne e derivati (specialmente se poco cotti)
- salse e condimenti per insalate
- preparati per dolci, creme
- gelato artigianale e commerciale
- frutta e verdura (angurie, pomodori, germogli di semi, meloni, insalata, sidro e succo d’arancia non pastorizzati), contaminate durante il taglio.
I veicoli d’infezione sono anche le superfici e gli utensili, e qualsiasi alimento manipolato da persone infette, con scarsa attenzione all’igiene personale.


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