E’ tutto pronto a Cosenza per l’inaugurazione del fantastico ponte progettato dall’architetto Calatrava e intitolato a San Francesco da Paola: appuntamento domani alle 18:00 sulle rive del fiume Crati per uno spettacolo unico. E’ il ponte strallato più alto d’Europa. Il pilone in acciaio è alto 104 metri e pesa 800 tonnellate. Ed è solo la prima pietra di un più vasto progetto di riqualificazione urbana voluto dal giovane e brillante sindaco Mario Occhiuto che ha già approvato la realizzazione del nuovo stadio della città, da realizzare con il coinvolgimento di capitali privati della società che oggi milita in Lega Pro. Intanto è in fase di appalto il progetto per la navigabilità dei fiumi: un vero e proprio Parco Fluviale attrezzato che sarà l’ossatura portante delle reti ecologiche cittadine collegate al nuovo grande Parco del Benessere di prossima realizzazione sul viale Mancini e alla Città dello Sport con il nuovo Stadio e gli altri impianti sportivi (lungo viale Magna Grecia). Il tutto sarà interconnesso con il sistema di Ciclopolitana (la metro delle bici che è anch’essa in procedura di gara) e il Centro pedonale (Corso Mazzini che si allarga al Parco).
Tutta l’area intorno al Ponte di Calatrava è interessata ad opere di riqualificazione: sorgerà una nuova piazza anfiteatro che collegherà il ponte stesso con il Parco del Planetario e il nuovo Museo delle Scienze. A piedi passeggiando piacevolmente si potrà raggiungere il Planetario e il centro storico attraverso il centro pedonale o le reti ecologiche fino addirittura al nuovo Stadio.
Un ponte non e’ solo un’opera architettonica che unisce due punti. Un’opera che congiunge singolarita’ e diversita’ insieme, opposti che appartengono alle categorie dicotomiche dell’essere e del divenire, della separazione e della congiunzione, della lontananza e della prossimita’. E’ metafora, ma e’ anche oggetto fisico di connessione. L’infrastruttura disegnata da Santiago Calatrava per Cosenza e’ il ponte strallato piu’ alto d’Europa, l’impalcato e’ retto da una serie di cavi – gli stralli – ancorati a piloni di sostegno e con i suoi 130 metri di ampiezza e l’imponente torre di 104 metri non delinea esclusivamente un collegamento da una sponda all’altra del fiume Crati, dalla periferia al centro urbano, ma idealmente avvicina la citta’ alle architetture delle piu’ belle metropoli europee: e’ un ponte verso l’idea di futuro urbanistico che il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha immaginato per la citta’. La consegna dell’opera alla citta’ avverra’ domani; Venerdì 26 gennaio, alle 18, alla presenza dell’architetto spagnolo, con un evento artistico unico, la cui direzione e’ affidata a Valerio Festi. Festi, con una lunga esperienza in eventi come l’apertura dei Giochi Olimpici di Torino, e’ artefice nelle piazze di tutto il mondo di spettacoli in cui prevalgono tecniche e soluzioni aeree, allestimenti che stupiscono il pubblico. Luci, fuochi d’artificio, un pianista sospeso nel vuoto, che suona le partiture di Alfonso Rendano per celebrare un progetto che, dopo tanta attesa, finalmente e’ diventato realta’. “Mi piace definirlo battesimo – afferma il direttore artistico Festi, in Comune da giorni per seguire da vicino le prove e le procedure tecniche per la realizzazione dello spettacolo – perche’ con la luce battezzeremo un’opera attesa da anni che finalmente e’ arrivata”. “Mi hanno raccontato – prosegue Festi – che una notte di luna piena, un bambino guardando il ponte, ha detto che gli sembrava di vedere un lupo che stava per afferrare la luna. Ecco, il lupo della Sila, i lupi di questa terra sono presenti nella fantasia e collegati al ponte vuol dire che qualcuno se n’e’ gia’ appropriato. I bambini appunto, che sono piu’ svegli di tutti noi. Questo manufatto bianco che si mostra, che mette assieme e coniuga la volonta’ di incontrarsi, sara’ al centro di tutto lo spettacolo. E’ un ponte leggero, che non ha nulla sotto, sospeso nell’aria, come una ballerina leggera che danza nel cielo”.
Nasce una nuova Cosenza “del benessere e della salute“, come ha detto lo stesso Sindaco Occhiuto, “una Cosenza dove i luoghi non sono solo funzionali alla vita dei cittadini ma si trasformano in opera d’arte“.









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