Ricostruito il cranio di un dinosauro vissuto 200 milioni di anni fa da un fossile scoperto nel Sud Africa

La ricostruzione digitale del cranio di un dinosauro sudafricano di 200 milioni di anni, il massospondilo, ne ha reso possibile la stampa tridimensionale, facilitando la ricerca su altri dinosauri in tutto il mondo. Kimi Chapelle, dottoranda presso l’Evolutionary Studies Institute dell’University of the Witwatersrand di Johannesburg, in Sud Africa, ha utilizzato lo strumento Wits MicroFocus CT per scrutare dentro il cranio del massospondilo. Chapelle è stata in grado di ricostruire ogni osso del cranio e persino osservare minuscole caratteristiche come nervi cerebrali e organi dell’equilibrio nell’orecchio interno.

Oltre alla sua relazione, Chapelle ha messo a disposizione anche un file superficie 3D che può essere scaricato. Questo significa che chiunque, ricercatori o pubblico, può stampare il proprio cranio di massospondilo dal sito della rivista PeerJ. Il massospondilo è uno dei dinosauri più famosi del Sud Africa ed è stato rinominato nel 1854 dall’anatomista Sir Richard Owen. Fossili dell’esemplare sono stati trovati in molti posti del Sud Africa, incluso il Golden Gate National Park, dove James Kitching ha scoperto uova ed embrioni fossili nel 1976.

Sorprendentemente, il cranio del massospondilo non è mai stato al centro di un’investigazione anatomica approfondita e Chapelle si è dichiarata meravigliata da ciò che ha scoperto. Ecco cosa ha dichiarato: “Confrontando l’orecchio interno con quello di altri dinosauri, possiamo provare a interpretare cose come il modo in cui reggevano la testa o come si muovevano. Si possono osservare anche minuscoli nuovi denti nelle ossa della mascella, che dimostrano che il massospondilo cambiava continuamente i suoi denti, come fanno i coccodrilli. Inoltre, il fatto che le ossa della scatola cranica non sono completamente saldate significa che questo particolare fossile è di un esemplare che non era ancora totalmente sviluppato. Questo permette di capire come il massospondilo cresceva, a che velocità e quanto poteva diventare grande”.

Chapelle userà la stessa tecnica su altri esemplari per rispondere a nuove domande, cambiando il modo di fare ricerca sui dinosauri.