Le imprese del commercio italiane non si proteggono a sufficienza contro gli attacchi cyber, i ransomware, e pochissimi si assicurano. Secondo la ricerca “La cyber-criminalità contro gli esercizi commerciali in Italia” realizzata da Confcommercio in collaborazione con Intellegit, start up sulla sicurezza dell’Università degli studi di Trento, “la misura di protezione contro la cyber-criminalità più utilizzata dai commercianti è costituita dai software antivirus e firewall (91,6% a Milano, 89,4% a Roma, 92,6% Bari). La meno utilizzata le coperture assicurative per i danni dovuti a cyber-attacchi (8,4% a Milano, 10,6% a Roma, 7,4% a Bari).
I commercianti sono particolarmente esposti ai rischi legati ai ransomware (meno della metà crea con regolarità copie di backup dei file utilizzati per l’attività) e alle truffe tramite email di phishing (a Milano, ad esempio, più di un commerciante su cinque dichiara di non fare attenzione ai messaggi di posta elettronica sospetti).
Una delle falle più sfruttate dai cyber-criminali per attaccare un sito internet riguarda le vulnerabilità dei CMS (Content Management System, programmi di gestione dei siti Internet) quando questi non vengono utilizzati nella loro versione più aggiornata (e per questo più sicura). L’analisi ha evidenziato che un sito su tre (il 34,2%) dei commercianti che fanno uso di CMS è un bersaglio particolarmente vulnerabile ad eventi di cyber-criminalità dal momento che utilizza una versione arretrata e obsoleta.
