Cosa sappiamo della stella che, secondo la tradizione, guidò i Re Magi verso Betlemme? Secondo la tradizione cristiana, il dodicesimo giorno dopo il Natale (Epifania), un astro ch aveva guidato i Magi verso il luogo della Natività si fermò improvvisamente nel cielo, come a indicare: “Siete finalmente arrivati”. Proprio grazie a quell’astro i sacerdoti/astronomi venuti da Oriente rintracciarono la capanna di Gesù Bambino a Betlemme e diedero corso al rito dell’Adorazione. San Matteo, autore del primo Vangelo, scrisse che i Magi, giunti a Gerusaleme, chiesero: <<Dov’è il neonato Re dei Giudei? Poiché vedemmo la sua stella nell’Oriente e siamo venuti per adorarlo>>. Secondo il testo di Matteo, dunque, la stella della Natività , “aster” nella sua versione originale, sembra animata da un moto diverso rispetto alle altre, tanto che alla fine appare immobile, proprio come fanno i pianeti e le comete quando invertono il loro moto apparente rispetto alle cd stelle fisse.
Il primo ad associare l’aster di Matteo a una luminosa cometa fu Origene di Alessandria, uno dei maggiori apologeti del Cristianesimo che, nel III secolo d.C., nel libro Contro Celso, scagliandosi contro la superstizione popolare che vedeva le comete come astri portatori di sventura, affermò, al contrario, che possono presagire buone novelle, come quella che annunciò la nascita di Gesù. Fu poi il bizantino Giovanni Damasceno nella “Esposizione della fede”, a confermare che la stella apparsa ai Magi, considerato il suo corso, non poteva che essere una cometa. In seguito Giotto da Bondone, nella sua Adorazione dei Magi, uno degli spettacolari affreschi realizzati nella Cappella degli Scrovegni di Padova, raffigurò per la prima volta l’astro di cui parla il Vangelo di Matteo come una luminosa cometa con la cosa tipica delle comete.
Secondo alcuni storici dell’astronomia fu la sua testimonianza oculare del passaggio della cometa Halley nel 1301 a ispirarlo, lasciandolo talmente impressionato da prenderla a modello per il suo affresco. Giovanni Keplero, scopritore delle leggi sul moto dei pianeti, formulò, invece, l’ipotesi che l’astro di San Matteo fosse una congiunzione planetaria. Ma le ipotesi circa la natura di quella che ipiù definiscono stella cometa sono davvero numerose. Tra le più interessanti, quella del fisico e cosmologo americano Frank Tipler che ritiene di aver individuato la stella dei Magi in una supernova o ipernova esplosa nella galassia di Andromeda.


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