La ferritina è la principale proteina di deposito del ferro all’interno delle cellule. La sua concentrazione nel sangue riflette l’entità delle riserve del minerale nell’organismo, infatti un livello anomalo di ferritina nel sangue può essere un indicatore di una patologia sottostante o di una particolare condizione, come nel caso delle carenze responsabili di anemie. La ferritina è considerata bassa quando presenta dei valori inferiori a 15 microgrammi per litro di sangue. Tuttavia, è importante ricordare che tali valori variano in base a dei fattori importanti come il sesso, l’età e il peso. Le cause di una ferritina bassa possono essere:
- malnutrizione
- diarrea
- problemi gastroenterici
- malassorbimento intestinale
- abuso di caffè e tè
- ciclo mestruale abbondante
- emorragie
- reflusso gastroesofageo
- ulcere gastroduodenali
- gravidanza
I sintomi che indicano una carenza di ferritina sono spesso asintomatici, se presenti si possono individuare con stanchezza anche dopo sforzi modesti, mancanza di forza muscolare, dolori ai muscoli, alle ossa e alle articolazioni, palpitazione e battito cardiaco accelerato, sensibilità al freddo e colorito pallido accentuato sul viso. Se di natura non patologica, la ferritina può essere trattata con una semplice dieta ben bilanciata integrando alimenti ricchi di ferro. Gli alimenti più consigliati sono: lievito di birra, fegato di maiale, seppie, calamari, vongole, cacao amaro, ceci, tuorlo d’uovo, fagioli, farina d’avena, albicocche, mandorle, tacchino. Se la causa è invece patologica, occorre eliminare il disturbo di fondo con un parere specializzato di un bravo medico. Le conseguenze più comuni di una ferritina bassa sono la carenza di ferro e l’anemia sideropenica. Un’altre conseguenza non grave, ma sicuramente molto fastidiosa è la caduta dei capelli.


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