L’Istituto nazionale di vulcanologia e sismologia ha reso noto che la lava emessa dal vulcano Mayon, nelle Filippine, ha percorso 3 chilometri di distanza dal cratere, dopo essere stata proiettata a 600 metri di altezza, con nubi di cenere che si estendono fino a 5 chilometri sopra il vulcano.
L’eruzione è in corso, a seguito di un’esplosione verificatasi ieri sera, una delle più violente dall’inizio della fase di attività.
L’area a rischio è stata estesa fino a un raggio di 8 chilometri dal cratere: si teme che una violenta eruzione possa avvenire nei prossimi giorni.
Il numero di persone evacuate è salito a oltre 60mila.
L’allarme è stato mantenuto dalle autorità a 4, una tacca sotto il livello massimo di 5, dopo cinque episodi “intensi ma sporadici” di eruzione di una fontana di lava in un periodo di 19 ore da martedì, con durata variabile da sette minuti a più di un’ora. Queste fontane, altre tra i 500 e i 600 metri, hanno prodotto nubi di cenere da 3 a 5 km di altezza.
Le scuole sono chiuse in 17 comuni delle province di Albay e Camarines Sur, al centro. Circa 50 voli sono stati cancellati a causa dell’attività del vulcano, il più attivo dell’arcipelago filippino.
L’eruzione del Monte Mayon, iniziata il 13 gennaio, interessa attualmente 54 località della provincia di Albay con oltre 70.000 abitanti in totale.












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