I fumatori hanno una percezione distorta di quando si manifesterà l’insorgenza delle condizioni legate al fumo, secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca e dell’University of Surrey. Nel primo studio di questo tipo, i ricercatori hanno intervistato 162 fumatori e non fumatori sulla loro comprensione dell’insorgenza delle condizioni di salute negative associate al fumo. Ai partecipanti è stato chiesto di stimare il tempo in cui le condizioni legate al fumo potrebbero svilupparsi in una persona che comincia a fumare 10 sigarette al giorno all’età di 18 anni. Le condizioni erano suddivise in lievi (denti gialli e alito cattivo) e gravi (cancro ai polmoni e infarto).
I ricercatori hanno scoperto che in media i fumatori hanno considerato l’insorgenza delle condizioni sia lievi che gravi in un periodo più lontano rispetto ai non fumatori. Questa percezione erronea tra i fumatori evidenzia una mancanza di comprensione delle conseguenze avverse del fumo e della rapidità con cui può causare danni al corpo.
È stato anche scoperto che il tempo stimato sia dai fumatori che dai non fumatori per lo sviluppo delle condizioni lievi era direttamente associato alle loro percezioni di rischio e al loro livello di paura. Secondo i ricercatori questo non valeva per le malattie gravi a causa della percezione secondo cui le condizioni gravi legate al fumo, come il cancro ai polmoni, erano molto lontane nel futuro e le percezioni delle persone non erano associate a tali malattie.
Il Dottor Patrice Rusconi, dell’University of Surrey, ha dichiarato: “Questa percezione distorta è incredibilmente pericolosa per le persone che fumano e potrebbe portare le persone a posticipare la decisione di smettere di fumare o quella di eseguire controlli per le condizioni legate al fumo, aumentando il loro rischio di sviluppare malattie gravi”.


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