Fuoco di Sant’Antonio: fattori di rischio, sintomi, contagio, cura e prevenzione

Il Fuoco di Sant’Antonio, scientificamente noto come Herpes Zoster, colpisce ogni anno 300 mila persone, di solito una volta nella vita. Si tratta di una malattia infettiva, caratterizzata dalla riattivazione dello stesso virus che causa la varicella, il virus Varicella-Zoster (VZV). Le cause scatenanti non sono note con certezza. Sappiamo, però, che l’immunocompromisione ha un ruolo fondamentale. Se le difese immunitarie si abbassano, infatti, è molto più facile che compaia la malattia, quindi il Fuoco di Sant’Antonio si potrebbe avere maggiormente in caso di età avanzata, stress psicologico, risposta ad alcuni farmaci, infezione da HIV, esposizione a immunotossine, traumi, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, granulomarosi di Wegener, malattia di Crohn, colite ulcerosa ecc.

I sintomi precedenti l’eruzione cutanea sono ambigui: mal di testa, febbre, malessere, ipersensibilità, sensazione di bruciore. Dopo 1-2 giorni da questi sintomi generici, si presenta il rash cutaneo con la zona di pelle arrossata e gonfia, sulla quale si possono distinguere dei puntini. La porzione di pelle su cui compaiono i puntini può rivelarsi molto dolente a, a volte, vengono riferite fitte di dolore forte, briciante e trafittivo, in genere sulla parte bassa del torace e sulla parte alta del tronco. Col passare dei giorni, i puntini rossi si trasformano in vescicole piene di siero e entro un paio di settimane il siero viene sostituito dal sangue. Le vescicole seccano, diventando crosticine che cadono spontaneamente. Come si cura il Fuoco di Sant’Antonio? Varie possono essere le categorie di farmaci impiegate: antivirali, analgesici, anestetici, antistaminici e antiepilettici.

Oggi è possibile ricorrere alla vaccinazione mediante la somministrazione di un vaccino contenente il virus attenuato della Varicella Zoster per via sottocutanea, in una singola dose, che riduce il rischio di ammalarsi, attenuando il rischio di complicanze.  Dato che il contagio avviene mediante contatto col liquido racchiuso nelle pustole presenti sul corpo della persona infetta, è necessario evitare la condivisione di asciugamani, accappatoi, l’effettuazione di sport che richiedono contatto fisico, così come palestra e nuoto. Per prevenire la malattia è consigliabile osservare un’alimentazione ricca di frutta e verdura, per un pieno di vitamine, minerali e antiossidanti in grado di rafforzare il sistema immunitario. D’inverno, ad esempio, orientatevi su arance, kiwi e cavoli.