L’urgenza di inventare il primo etilometro per rilevare l’uso di marijuana alla guida

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Mentre gli stati continuano a legalizzare o a depenalizzare la marijuana, gli scienziati e gli imprenditori si stanno affrettando per creare un etilometro per la marijuana, che rileverebbe se qualcuno era alterato dai suoi effetti mentre era alla guida, invece di fare affidamento su test della sobrietà che possono essere molto soggettivi.

Mentre i test dell’urina e del sangue possono dimostrare se qualcuno ha fatto uso di marijuana, non possono testare la compromissione dell’individuo. Mentre alcuni stati hanno posto un limite legale di THC (uno dei più noti principi della cannabis) per gli automobilisti, alcuni esperti dicono che i fumatori abituali potrebbero superare il livello di THC senza essere in realtà alterati.

Ora una nuova idea proviene dai ricercatori del Massachusetts General Hospital, che stanno lavorando su una capsula che userebbe una tecnica chiamata spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso (fNIRS) per rilevare cambiamenti nel flusso sanguigno al cervello. I ricercatori sperano di definire modelli nel cervello per determinare quando i soggetti sono alterati.

Molte persone si sentono più attenti e più bravi a guidare quando sono drogati rispetto a quando sono ubriachi. Il Dottor Mike Lynn, CEO e co-fondatore di Hound Labs, che sta lavorando sull’etilometro per la marijuana, ha dichiarato che quando il suo laboratorio ha avuto persone che erano alterate dalla marijuana che guidavano attraverso un percorso ad ostacoli, “tutti colpivano quel ciclista quando erano drogati, e la maggior parte delle volte non sapevano nemmeno di averlo colpito”.