Un nuovo studio sulla miostatina, l’inibitore della crescita muscolare, potrebbe aiutare a trattare malattie come la distrofia muscolare

I ricercatori dell’University of Cincinnati (UC) College of Medicine fanno parte di un team internazionale che ha identificato come la forma inattiva della miostatina, una proteina conosciuta come GDF8, che limita la crescita muscolare, viene attivata. Questa conoscenza potrebbe un giorno aiutare a trovare cure migliori per rafforzare la funzione muscolare in malattie come la distrofia muscolare, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la cachessia nel cancro, che rappresenta la perdita di tessuto adiposo e di muscolo scheletrico. La distrofia muscolare è una condizione ereditaria caratterizzata dalla debolezza e dalla perdita progressiva dei muscoli, mentre la SLA colpisce le cellule nervose che controllano il movimento dei muscoli volontari.

Tom Thompson, professore del Dipartimento di Genetica Molecolare, Biochimica e Microbiologia dell’UC, ha dichiarato: “Tutti gli animali hanno la miostatina, che limita la dimensione dei muscoli. La miostatina è stata colpita terapeuticamente per rafforzare la produzione muscolare nei pazienti con disturbi muscolari. Si tratta di un membro di questa grandissima famiglia di molecole che include 33 leganti. Svolgono ruoli molto importanti in molti aspetti del corpo umano e spesso sono mal regolate in molte malattie umane, come il cancro. Alcune sono usate per sviluppare le ossa, mentre altre svolgono ruoli importanti durante la riproduzione umana”.

Durante la sintesmiostatina animalii proteica (il processo che permette la produzione di proteine), la miostatina è come un precursore che rimane in uno stato inattivo. La sua attivazione include il taglio di una sezione della molecola responsabile dell’inattività, consentendo, quindi, l’inibizione della crescita muscolare. I ricercatori ora sono stati in grado di dimostrare che la miostatina può essere attivata con piccole modifiche al meccanismo inattivo della molecola.

Thompson, che ha aggiunto che saranno utilizzati modelli animali per condurre la ricerca, ha concluso: “Come ricercatori, il nostro obiettivo è comprendere i dettagli di come queste molecole siano bloccate. Modificando lo stato inattivo della molecola, possiamo produrre la miostatina senza la necessità di tagliare una sezione. Il nostro studio illustra quali parti dello stato inattivo sono importanti per mantenere la miostatina inattiva e possono essere utili per comprendere il meccanismo di segnalazione della proteina”.