E’ morta Marina Ripa di Meana: ecco come ha passato l’ultimo Natale la paladina di grandi lotte animaliste

LaPresse/Stefano Colarieti
LaPresse/Stefano Colarieti
LaPresse/Mario Cartelli
LaPresse/Piergiorgio Pirrone
LaPresse/Piergiorgio Pirrone
Mario Cartelli/LaPresse
LaPresse/Vincenzo Livieri
LaPresse/Piergiorgio Pirrone
LaPresse/Gian Mattia D'Alberto
LaPresse/Gian Mattia D'Alberto
LaPresse/Piergiorgio Pirrone
LaPresse/XinHua
LaPresse/Gian Mattia D'Alberto
LaPresse/Gian Mattia D'Alberto
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Gian Mattia D'Alberto
LaPresse/Piergiorgio Pirrone
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse
Marina Ripa di Meana - LaPresse

E’ morta Marina Ripa di Meana, in origine Marina Elide Punturieri (nata a Reggio Calabria il 21 ottobre 1941). Da oltre 16 anni anni combatteva contro il cancro, come lei stessa aveva raccontato in una confessione shock a Barbara D’Urso a Pomeriggio 5 nello scorso maggio. Moglie di Alessandro Lante della Rovere, prima e di Carlo Ripa di Meana. Una voce fuori dal coro, anticonvenzionale e molto schietta. Ha scritto una decina di libri (“I miei primi quarant’anni nel 1984, Vizi, veleni e velette nel 1990, Lettere a Marina nel 2006 e Roma al Rogo nel 2008? e ha diretto un film, il thriller Cattive ragazze (1992) con protagonista Eva Grimaldi.

Da sempre animalista e ambientalista, si era battuta attraverso svariate campagne contro lo sterminio dei cuccioli delle foche, contro l’uso per moda e vanità delle pelli e delle pellicce, contro le corride, contro gli esperimenti nucleari francesi nell’atollo di Mururoa, contro lo sventramento del Pincio (2008), contro la chiusura dello storico Ospedale di San Giacomo nel cuore di Roma (2008) e quella, recente, per la diagnosi precoce dei tumori.

Agli amici, svela Dagospia che per primo ha diffuso la notizia della sua morte, aveva confidato pochi giorni fa: “Questo sarà il mio ultimo Natale. Passato, sottolinea Dago, “felice insieme alla famiglia“. Tra i familiari anche Giovanni Malagò, Presidente del CONI.