Petroliera in fiamme: la Cina tenta di evitare il disastro ambientale

La Cina sta correndo ai ripari per limitare la perdita d’idrocarburi dalla petroliera iraniana in fiamme al largo delle sue coste, cercando di scongiurare il disastro ambientale. La nave Sanchi, con 136mila tonnellate d’idrocarburi leggeri a bordo, si è scontrata sabato sera con un mercantile cinese.

Se l’intero carico dovesse riversarsi in mare, provocherebbe una delle peggiori maree nere degli ultimi decenni.

Il ministero cinese degli Esteri ha reso noto che le navi di ripulitura sono state inviate sul luogo dell’incidente al fine di evitare “ogni altro disastro” legato alla perdita di idrocarburi.

L’intero equipaggio della petroliera – 30 iraniani e due cittadini del Bangladesh – è disperso. Tredici navi specializzate “stanno conducendo una ricerca ininterrotta in una zona di 3mila chilometri quadrati” attorno alla petroliera, che presenta “un rischio d’esplosione o di naufragio e che le emanazioni tossiche (…) siano nocive per il personale di soccorso presente sul luogo“, ha spiegato il ministero dei Trasporti.

Poche ore fa è stato ripescato un corpo, probabilmente uno dei dispersi.