Uno studio condotto presso la Uppsala Universitet, pubblicato sul Journal of Child Psychology and Psychiatry, ha rilevato che in futuro, per mezzo di un test visivo, si potrebbe prevedere se ci si ammalerà o meno di autismo: gli scienziati svedesi hanno scoperto che i bebè sotto l’anno di vita che si sviluppano in modo sano sono maggiormente attratti da stimoli visivi e sonori in sincronia, mentre i bebè propensi all’autismo non manifestano interesse per i suddetti stimoli.
La ricerca fa parte di un progetto multicentrico volto a rilevare i segni precoci di autismo.
Gli esperti hanno studiato un gruppo di bebè di 10 mesi di vita sottoponendoli a un semplice e breve test: gli è stato mostrato un video in cui scorrevano immagini di oggetti in corsa, ma in metà del video la velocità degli oggetti era in sincronia col volume, mentre nell’altra metà oggetti e suoni non erano sincroni.
Alcuni bimbi si mostravano più interessati alla prima parte, ed altri alla seconda: a seguito di monitoraggio negli anni successivi, è emerso che tendenzialmente i bambini cui è stata diagnosticato l’autismo da piccoli non mostravano interesse per la fase di sincronia e di conseguenza si è rilevato che il rischio di autismo sembra maggiore per i bebè che non manifestano interesse per stimoli sensoriali in sincronia.


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