L’infezione da salmonella è tra le cause più frequenti di tossinfezione alimentare, rappresentando nel mondo un problema di sanità pubblica. Parliamo di un batterio gram-negativo presente nell’ambiente, nel suono e nell’acqua, oltre che come parassita intestinale nell’uomo e negli animali domestici e da cortile, con circa 20000 sierotipi noti. Tra i sintomi dell’infezione: disturbi gastro-intestinali qualinausea, diarrea, vomito, dolore addominale crampiforme, disidratazione, sangue nelle feci o mucorrea. I soggetti più deboli possono andare incontro a batteriemie, infezioni focali a carico di ossa e meningi, artriti, osteomilieti, polmoniti, endocarditi. Tra gli alimenti più a rischio: uova crude o poco cotte, preparazioni a base di uova crude (es. creme, maionese, tiramisù), latte crudo e derivati del latte crudo (es. latte in polvere), carne e derivati poco cotti, gelato artigianale, pesce crudo e sushi, frutta e verdura contaminate durante il taglio. Tra gli animali più a rischio: cuccioli di cani, gatti, uccelli, tartarughe e mosche.
Il batterio, presente nell’intestino umano e di molti animali domestici, da allevamento e selvatici, viene da questi disperso nell’ambiente con le feci che possono contaminare sorgenti di acqua potabile o, con più frequenza, gli animali. Altro veicolo di trasmissione del batterio è la sua contaminazione di superfici ed oggetti, oltre, naturalmente, al consumo di alimenti infetti. La diagnosi avviene mediante l’esame delle urine e l’esame colturale delle feci, in grado di evidenziare la presenza di batteri incriminati nell’organismo. L’esame del sangue viene, in genere, richiesto quando vi è il sospetto del passaggio del batterio della salmonella nel torrente ematico, Per la cura, il ricorso agli antibiotici viene riservato a casi complicati con sintomi extraintestinali, ai casi di batteriemia e ai soggetti a rischio quali neonati al di sotto dei 3 mesi di vita, e alle persone con malattie cronico-degenerative.
Piuttosto, si opta per la terapia di supporto, basata sulla reidratazione, con l’assunzione di grandi quantità di liquidi e col ripristino della flora batterica intestinale per mezzo di probiotici e fermenti lattici. Per ridurre il rischio infezione occorre lavarsi le mani prima, durante e dopo la preparazione degli alimenti, cuocere accuratamente tutti i cibi di derivazione animale, lavare accuratamente frutta e verdura, riporre sempre in frigo gli alimenti preparati che non devono essere consumati nell’immediato. Occorre, inotlre, separare i cibi cotti da quelli crudi per evitare contaminazione e consumare latte e uova pastorizzate. Se effettuate viaggi in Paesi dalle scarse condizioni igieniche, informatevi bene sulle zone di balneazione a rischio, prestando attenzione all’utilizzo di ghiaccio, all’approvigionamento di acqua potenzialmente contamimata, al consumo di carne e frutti di mare e ai servizi igienici.


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