La sifilide è un infezione sessualmente trasmissibile causata dal batterio Treponema pallidum. Con una incidenza annuale di 12 milioni di nuovi malati nel mondo, la sifilide è, dopo l’Aids, l’infezione sessualmente trasmissibile con il più alto tasso di mortalità. E’ una malattia che si sviluppa in diversi stadi, ciascuno caratterizzato da sintomi diversi. Se non adeguatamente diagnosticata, la sifilide può causare danni al sistema nervoso e ai vasi arteriosi, disordine mentale e conseguente morte. Grazie a un semplice test diagnostico la sifilide è oggi un’infezione potenzialmente controllabile dai sistemi di sanità pubblica. I diversi stadi di sifilide sono:
Sifilide primaria: Tra l’infezione e l’insorgenza dei primi sintomi possono passare da 10 a 90 giorni (mediamente 20 giorni). Questo primo stadio è caratterizzato dalla comparsa di una singola ferita (sifiloma o chancre), o da più pustole. Normalmente la ferita è consistente, tonda, piccola e indolore e compare nel punto in cui avviene l’infezione batterica. Questa ferita dura 3-6 settimane e guarisce da sola. Se l’infezione non è trattata in questa fase, evolve verso lo stadio secondario.
Sifilide secondaria: Questa fase inizia con l’insorgenza in più punti di un’eruzione cutanea (roseola o papulomatosi sifilitica) che non è accompagnata da prurito e può manifestarsi quando la ferita è scomparsa o anche settimane dopo. L’eruzione è solitamente rossastra o bruna, con macchie sui palmi delle mani e dei piedi o in altre parti del corpo. A volte le macchie sono diverse e ricordano eruzioni tipiche di altre malattie. Anche senza alcun trattamento, l’eruzione sparisce da sola. I sintomi tipici di questo stadio sono caratterizzati da febbre, ingrossamento dei linfonodi, mal di gola, alopecia a chiazze, cefalea, calo ponderale, mialgie, stanchezza.
Sifilide avanzata (stato latente o terziaria): In questo stadio la malattia è presente nonostante non ci siano sintomi evidenti. L’infezione è di forma latente e, in questa fase, possono iniziare i danni agli organi interni (cervello, nervi, occhi, cuore e vasi sanguigni, fegato, ossa e articolazioni) che si possono manifestare anche a distanza di decenni. I danni neurologici possono essere presenti già nel secondo stadio (sifilide neurale). Una volta che la sifilide entra nel terzo stadio, l’individuo perde la capacità di controllare i movimenti muscolari, può avere delle paralisi, confusione mentale, cecità graduale e sviluppo di demenza. Il danno può essere tanto serio da portare alla morte.
Sifilide congenita: In caso di gravidanza, lo stato d’infezione della madre può essere trasmessa al feto causando morte in utero (40% dei casi) o la nascita di un bimbo già infetto, con sifilide congenita (70% dei casi). Se la madre ha avuto l’infezione nei quattro anni precedenti la gravidanza, il rischio di trasmissione al feto è molto elevato. I sintomi possono essere assenti al momento della nascita e comparire successivamente, causando, se non trattati adeguatamente, serie complicazioni allo sviluppo del bambino.
La trasmissione di questa malattie avviene attraverso le ferite e le ulcere che si formano nelle zone genitali, rettali e sulla bocca a seguito di contatto sessuale. Può facilmente essere trasmessa fin dal primo stadio, spesso da individui ignari della propria malattia. Al contrario, non si trasmette in modo indiretto attraverso il contatto con oggetti, stoviglie o indumenti utilizzati da un soggetto infettato. Secondo i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie americani (Cdc), il rischio di trasmissione del virus Hiv è da 2 a 5 volte più elevato quando è presente anche una infezione da sifilide. L’infezione può essere trasmessa solo da un partner infetto a uno non infetto durante un rapporto sessuale. Una buona misura di prevenzione è quindi l’uso di preservativi di lattice. Tuttavia, le ferite e le ulcere cutanee possono trasmettere l’infezione anche durante il sesso orale o qualunque altro contatto cutaneo con le zone infette. È dunque necessario fare attenzione a qualunque sintomo visibile. La scomparsa dei sintomi non è però indice di assenza della malattia, che anzi può essere in una fase progressiva verso lo stadio latente. Solo un buona informazione sull’educazione e sui comportamenti sessuali e il ricorso ai servizi di salute per una diagnosi e trattamento precoci possono prevenire la trasmissione dell’infezione stessa.


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