Smog, Legambiente: “I comuni del Piemonte cambino passo”

“Se non si cambiera’ passo adottando misure davvero drastiche ed efficaci anche il Piemonte sara’ chiamato a pagare pro quota pesanti sanzioni europee. Tutte risorse che si sarebbero potute spendere e potrebbero essere ancora spese per rendere meno insostenibile la mobilita’ urbana, primo imputato della coltre di smog che soffoca le nostre citta'”. Ad affermarlo Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, dopo i nuovi dati che confermano la regione, ed in particolar modo, il capoluogo piemontese, ‘maglia nera’ per lo smog.

“Siamo ancora in attesa che la Regione, dopo piu’ di 3 anni di gestazione, approvi il nuovo “Piano regionale antismog” e che tanti sindaci, anziche’ fare la danza della pioggia,- aggiunge- recepiscano le seppur limitate misure previste dal protocollo padano antismog e attuino a livello locale provvedimenti strutturali a favore di una mobilita’ nuova”. A novembre 2017, riferisce Legambiente- “erano una larga maggioranza le citta’ del Piemonte che non si erano ancora adeguate al protocollo interregionale (29 comuni su 44) e che avrebbero dovuto fare proprio entro il 30 ottobre 2017 il primo pacchetto di misure previste dall’accordo siglato tra le regioni del Nord Italia e recepito, tardivamente, dalla Regione Piemonte lo scorso 20 ottobre. Ad oggi i comuni inadempienti sono scesi a 16 nonostante l’emergenza costante per tutto il periodo invernale”.

Ed ancora, “Soltanto Torino, nel recepire il protocollo interregionale, ha deciso di estendere i provvedimenti antismog anche ai veicoli diesel Euro 5 ma non e’ stata seguita da nessun altro comune piemontese. Nel capoluogo inoltre sono entrati in servizio 20 nuovi autobus elettrici da 12 metri prodotti dall’azienda cinese BYD. Notizia positiva a cui ha pero’ fatto seguito l’annuncio di un imminente bando per l’acquisto di 178 nuovi autobus urbani non elettrici: 74 autobus con alimentazione a gasolio e 40 autobus a metano, a cui potrebbero aggiungersi ulteriori 51 autobus a gasolio e 13 a metano. Una scelta questa che indubbiamente consentira’ di ridurre considerevolmente l’eta’ media del parco circolante, ma che in termini di combustibili guarda al passato e non al futuro“. Dal report “Mal’Aria” emerge che, nel 2017 in 6 capoluoghi piemontesi su 8 e’ stato superato, almeno in una stazione ufficiale di monitoraggio di tipo urbano, il limite annuale di 35 giorni per le polveri sottili con una media giornaliera superiore a 50 microgrammi/metro cubo.