Più Luna ma meno Stazione Spaziale Internazionale. Potrebbe sintetizzarsi così il peso da dare alle missioni della Nasa che Donald Trump starebbe valutando nella stesura del budget per l’agenzia spaziale Usa che la sua amministrazione si appresta a presentare. Secondo i rumors che corrono sui media, in questa geografia la Casa Bianca penserebbe a partnership pubblico-privato orientate a riportare astronauti sulla Luna mentre si tirerebbe il freno sulla Iss, la cui sopravvivenza è garantita solo fino al 2024. La proposta di bilancio dell’amministrazione Trump per la Nasa dovrebbe essere formalizzata il 12 febbraio prossimo, per ricevere poi il via libera del Congresso, ma le indiscrezioni che stanno circolando possono avere ripercussioni sugli enti spaziali internazionali, fra cui l’Europa e nel suo ambito l’Italia, che partecipano da oltre 20 anni alle attività della Stazione Spaziale Internazionale. La Nasa, sotto l’amministrazione Obama, si era impegnata a far continuare le attività della Iss fino al 2024 e, se la proposta dell’amministrazione Trump fosse confermata e dovesse passare, il sostegno statunitense alla Stazione terminerebbe dal 2025. Da più parti si sta già spingendo per un prolungamento al 2028 delle attività della Iss. E in questo scenario, la Cina – che si è vista rifiutare dagli Usa le sue offerte di cooperazione spaziale sulla Iss – dopo gli esperimenti della Tiangong-1 e Tiangong-2, si prepara a lanciare una propria stazione permanente in orbita per il 2024.
Spazio, l’indirizzo di Trump per la NASA: puntare tutto sulla Luna


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