Terremoto Belice: “Ricostruzione infinita, Valle ancora ferita ma non morta”

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Desidero farmi voce di tutti i sindaci e delle popolazioni della Valle, nel ringraziare il presidente della Repubblica per la sua presenza nel Belice, nel giorno in cui facciamo memoria del terribile evento sismico che 50 anni fa ha sconvolto i nostri paesi e le nostre vite, lasciando segni indelebili nella storia di ciascun cittadino del Belice e ferite ancora aperte nel nostro territorio“: lo ha dichiarato oggi Nicola Catania, sindaco di Partanna e coordinatore dei sindaci della Valle del Belice, in occasione delle iniziative per il 50° anniversario del terremoto della Valle del Belice, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. “Oggi il Belice vuole raccontare il lavoro fatto in questi anni, i sacrifici delle donne e degli uomini, l’impegno sociale, politico e culturale dei giovani che ha consentito quella caparbia e riconosciuta resilienza con cui la Valle e’ riuscita, non senza difficolta’, ma sempre con grande dignita’, a rialzarsi dopo la catastrofe: la ricostruzione edilizia, ancorche’ del tessuto economico e sociale, oggi ci consente con orgoglio di dire che il Belice non e’ morto, che il Belice ce la fa, che il Belice afferma la sua identita’ di luogo del turismo e della cultura, delle produzioni di qualita’ e delle sperimentazioni“.

Oggi questo territorio, grazie anche a coloro che con enorme volonta’ e determinazione, hanno scommesso di rimanere ed investire in questa nostra martoriata valle, ha rimodulato l’ossatura portante di una struttura socio-economica e produttiva, i cui contorni sentiamo il dovere di mostrare con profondo orgoglio. Questa terra oggi vuole mostrarsi agli occhi di chi la osserva un insieme di bellezze naturali e paesaggistiche, di eventi culturali di alto spessore, di beni culturali monumentali e architettonici di rara bellezza, innovative reti museali, rinomati percorsi enogastronomici e di una offerta turistica di alta qualita’, occorre semplicemente osservarla con occhi raffinati“.

Lo Stato ci permetta di continuare questo percorso virtuoso, creando tutte le condizioni per sanare piaghe ancora aperte dandoci la possibilita’ di completare la infrastrutturazione mancante, di realizzare le opere di urbanizzazione primaria che ancora tardano ad ultimarsi, di mettere in sicurezza le aree ancora pericolanti e le zone a rischio idrogeologico, piu’ sinteticamente quello che e’ stato accertato e fotografato in una recentissima visita ispettiva della XIII commissione permanente del Senato della Repubblica votato in una risoluzione“.