“Fortunatamente non vi sono state vittime o feriti, ma a Vallelunga è stata colpita una casa e la scuola d’avventura e abbiamo dovuto evacuare una serie di edifici e di strutture turistiche”. Lo ha detto il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, che nel pomeriggio ha compiuto un sopralluogo in Alta Val Venosta insieme al commissario del governo, Vito Cusumano, ed al direttore della protezione civile, Rudolf Pollinger.
“Tutti i soccorritori stanno lavorando con grande impegno per far tornare la situazione alla normalità il prima possibile – ha aggiunto – la speranza è che nelle prossime ore e nei prossimi giorni non si verifichino altre nevicate”. Le situazioni più critiche riguardano le due slavine che sovrastano le località Pizin e Kappl, a Vallelunga: nel primo caso si è già provveduto ad innescare artificialmente una slavina il cui impatto è stato assorbito da una barriera; nel secondo caso la commissione Valanghe sta valutando se sia opportuno provocare il distacco della massa nevosa in maniera artificiale.
Migliora, invece, la situazione relativa alle strade: a mezzogiorno è stata riaperta la statale di Passo Resia ed alle 13 è stato il turno della provinciale per la Val Senales. Mezzi e uomini del servizio strade sono all’opera per sgomberare dalla neve la strada che collega San Valentino alla Muta con Grube, ma per motivi di sicurezza non è stato ancora possibile dare l’ok alla riapertura.
Piu’ complicata, invece, la situazione per coloro che vivono oltre la località Grube e che attualmente risultano ancora isolati: la strada dovrebbe rimanere chiusa ancora per alcuni giorni, ma nel frattempo è stato ripristinato l’approvvigionamento energetico ed è garantito agli abitanti l’accesso ai beni di prima necessità.
A Vallelunga, la zona più colpita dalle slavine, le persone evacuate tramite elicottero sono state circa 150 e quasi 200 sono le persone ancora impegnate nelle operazioni di soccorso. “La situazione continua ad essere problematica – ha spiegato Pollinger – ma grazie al grande impegno di tutte le forze di intervento possiamo considerarla sotto controllo”.
