Bea, “la bimba di pietra”, è deceduta ieri, proprio nel giorno di San Valentino. Ecco chi era e la terribile malattia di cui soffriva Beatrice Naso, più conosciuta come Bea, se n’è andata ieri, proprio nel giorno di San Valentino, raggiungendo la madre, Stefania, 35enne stroncata da un tumore lo scorso agosto. Vittima di una malattia sconosciuta alla scienza che l’ha fatta vivere, per 8 anni, come una piccola statua a causa di calcificazioni delle parti molli delle articolazioni. Ma chi era Bea, la bimba di pietra che ha commosso il mondo? Nata a Torino il 6 giugno 2009, ha goduto di ottima salute sino al terzo mese di vita, quando la mamma si è accorta che qualcosa non andava, in quanto la piccola faticava ad aprire le manine e neppure lei era in grado di aiutarla a farlo. Da qui ha avuto inizio il calvario, con innumerevoli visite pediatriche e la convinzione, da parte dei medici, che si trattasse di artrogripposi e che un percorso fisioterapico l’avrebbe aiutata.
La situazione è andata, col tempo, peggiorando sino a quando, a sette mesi, Bea si è fratturata il polso mentre la mamma la stava asciugando dopo il bagnetto. Da una lastra total body in ospedale è emersa la terribile verità: Bea aveva le articolazioni del braccio e della mano completamente calcificate. Disperati, i genitori della piccola, Stefania e Alessandro, si sono rivolti all’ospedale Regina Margherita che ha accompagnato Beatrice sino al suo ultimo giorno di vita. La bimba aveva lo scheletro completamente imprigionato in un’armatura che la costringeva a vivere come una statua, muovendo solo occhi e bocca e, essendo la sua una malattia degenerativa, le calcificazioni si sono trasformate in ossificazioni. Le sue condizioni, purtroppo, si sono aggravate negli ultimi giorni, con polmoni irrimediabilmente compromessi, sino al tragico epilogo e la comunicazione della sua scomparsa da parte della zia materna Sara Fiorentino. Il mondo è commosso, tra valanghe di abbracci virtuali e una solidarietà senza precedenti che ha accompagnato la storia di Bea (es. derby dell’amicizia allo stadio Nebiolo nel 2016, con le Vecchie Glorie di Juve e Toro e con la Nazionale di Amici per raccogliere fondi e aiutare la famiglia a sostenere le cure per Beatrice).
Da tutto il mondo, tantissime le lettere di cordoglio e il commovente messaggio di Emma Marrone, molto vicina alla piccola e alla famiglia. Soprannominata la bimba di pietra o la bambina di porcellana, dolcissima, amante della musica, intelligente, tanto fragile nel corpo eppure così combattiva, Bea non ce l’ha fatta ma noi tutti la ricorderemo con la sua gioia di vivere (seppur consapevole della gravità della sua situazione) e per i suoi occhietti vispi, inumiditi di lacrime, dolore o gioia a seconda delle emozioni, dei pensieri, dei desideri… come quella volta che le si è illuminato lo sguardo davanti a Papa Francesco che le ha dato un bacio e una carezza, dicendole “Sei Bellissima” e Bea lo era davvero con il cappellino di Hello Kitty e gli occhiali da sole. Siamo certi che la sua piccola stella ora sta brillando, più luminosa che mai, tra le braccia della sua amatissima mamma Per coloro che vorranno dare un ultimo saluto alla piccola Bea, il rosario sarà venerdì 16 febbraio alle 18.30 e i funerali sabato 17 febbraio alle 10 presso la chiesa del Santo Volto a Torino (Via Val Della Torre, 11).


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