Siamo in Calabria, in provincia di Crotone. E’ qui che si trova Caccuri, un delizioso borgo posto sulle colline sovrastanti la riva sinistra del Neto. Le origini del suo nome sono incerte. Secondo alcuni deriverebbe dal greco Kauchao-mai (mi glorio), secondo altri dal latino cacumine (vette, cima), secondo altri ancora dal greco kacos-oros (cattiva orografia, data la posizione impervia del centro storico). All’ingresso del paese troviamo l’800esca fontana di Canalaci, col suo getto copioso d’acqua fresca che ristora i turisti. Da non perdere il Castello, la cui edificazione risale al peiodo bizantino come presidio difensivo a guardia della valle del Neto, arricchito nel 1885 con l’aggiunta del rivellino e di una torre cilindrica merlata. Meritano una visita la Chiesa di Santa Maria del Soccorso o della Riforma, annessa al convento dei domenicani, poi francescani riformati, e la 400esca Chiesa di Santa Maria delle Grazie, più volte distrutta da incendi e terremoti. Il centro storico è integro e ben conservato, mantenendo il caratteristico adagiarsi delle casette in pietra sulla roccia, tra strade impervie e strette che ]sfociano sul castello. Caccuri è stato feudo dei Malatacca, dei Ruffo di Montalto, dei De Riso, dei Cimino, degli Spinelli e, infine, dei Cavalcante.






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