Le origini leggendarie del Capodanno Cinese si ricollegano ad un terribile mostro, chiamato Nian, che viveva negli abissi marini o sulle montagne. Nella mitologia cinese, esso era solito uscire dalla sua terra una volta ogni 12 mesi, a primavera, per predare gli esseri umani, con una particolare predilezione per i bambini. L’unico modo per sfuggire a questo tributo di sangue era quello di spaventarlo in quanto il mostro era sensibile ai rumori forti e terrorizzato dal colore rosso. Proprio per questo motivo, secondo la leggenda, ogni 12 mesi, di è soliti festeggiare l’anno nuovo con canti, strepitii e fuochi d’artificio.Sempre dalla leggenda è nata la Danza del leone, un modo creativo, pensato dal popolo cinese per allontanare il Nian, ricacciandolo nei segreti luoghi da dove proviene. Per questo, durante essa, si emettono rumori forti, battendo tamburi, piatti e ciotole.
Tutte le storie, tramandate di bocca in bocca, di generazione in generazione, vedono, inoltre, un vecchio saggio consigliare agli abitanti dei villaggi di far rumore con pentole e tamburi per scacciare la terribile creatura, appendendo ritagli di carta rossa e pergamene sulle porte rigorosamente rosse in quanto il mostro teme questo colore. In alcune zone si crede ancora alla sua esistenza, ritendo, però, che rimanga conginato nella giungla o su montagne inaccessibili, senza mai mostrarsi agli esseri umani.


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