Mentre la Spagna resta paralizzata in materia di legislazione climatica e continua a supportare il carbone, un ambizioso governo regionale sta indicando la via per la transizione verso un’economia a zero emissioni di carbone. Il governo delle Baleari ha, infatti, lanciato una nuova Legge sul Cambiamento Climatico per fornire un quadro normativo per la transizione energetica che deve avvenire nelle 4 isole di Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera.
Queste isole, infatti, attualmente si trovano in fondo alla classifica spagnola per la produzione di energia rinnovabile, generando meno del 3% della loro energia da fonti rinnovabili. Tuttavia, il governo attuale mira a scalare la classifica nei prossimi decenni, creando lavoro in una nuova industria a zero emissioni, migliorando la salute dei residenti grazie ad una notevole riduzione dell’inquinamento dell’aria e definendo le Baleari come una destinazione turistica davvero sostenibile. Attualmente, i combustibili fossili forniscono oltre il 70% dell’approvvigionamento energetico delle Baleari. La principale fonte di energia rinnovabile sono i pannelli solari, che forniscono solo il 2% di tutta l’energia delle isole.
Ora la nuova legge, che si ispira a quella del Regno Unito in materia, prevede che tutti i parcheggi esistenti con una superficie maggiore di 1000 m² dovranno installare pannelli solari entro il 2025; un obiettivo del 100% di auto elettriche da noleggiare entro il 2035; obiettivi in tema di energie rinnovabili del 10% per il 2020 e del 35% per il 2030, con l’obiettivo principale di raggiungere il 100% di energie rinnovabili entro il 2050, tutto questo all’interno di un sistema che prevede l’introduzione di piani d’azione e di verifica degli obiettivi raggiunti.
Considerato il lento progresso della legislazione climatica a livello nazionale e l’esistenza di politiche nazionali in conflitto con le riduzioni delle emissioni, questa nuova legge fornirà un progressivo ed ambizioso esempio per gli altri governi regionali delle 17 comunità autonome della Spagna. Nonostante la Spagna abbia sottoscritto l’Accordo di Parigi, impegnandosi ad introdurre una legge nazionale sul cambiamento climatico, non è ancora stata resa pubblica alcuna bozza.
Come anticamera all’introduzione della nuova legge, il governo delle Baleari ha sviluppato un piano per la transizione energetica che, tra le altre cose, mira a chiudere progressivamente le stazioni energetiche a carbone che si trovano nel nord di Maiorca. L’impianto è costituito da 4 fornaci, per la chiusura delle quali serviranno grandi investimenti economici e molto tempo per recuperare da tali sforzi.
Per questo motivi la Spagna ha rifiutato la proposta di una progressiva chiusura dell’impianto, scatenando le reazioni degli esperti locali. Sarah Oppenheimer, della ONG GOB Mallorca, ha dichiarato: “È irritante e difficile da comprendere il motivo per cui Madrid stia bloccando l’obiettivo delle Baleari di passare all’energia pulita. Sembra così ovvio che un posto ricco di sole debba trarre vantaggio dalle sue risorse e sfruttare i benefici dell’aria più pulita, del maggior lavoro locale e delle emissioni ridotte, soprattutto ora che l’energia solare è così competitiva e spesso più economica dei combustibili fossili. Grazie al cielo, questo è proprio quello che l’attuale governo sta cercando di fare”.


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