Sono le ondate di calore, il pericolo principale che dovrà affrontare Roma nei prossimi anni a causa dei cambi climatici. Lo rivela uno studio pubblicato martedì dalla rivista Environmental Research Letters che ha utilizzato tutti i modelli climatici disponibili per valutare cosa è più probabile che accadrà in Europa in uno scenario in cui il mondo non riesce a ridurre drasticamente le emissioni di carbonio, mentre la popolazione continua a crescere.
La nuova analisi è tutt’altro che ottimistica: quasi tutte le città europee saranno duramente colpite da inondazioni, siccità e ondate di calore. Nel dettaglio, la siccità colpirà ovunque, ma soprattutto l’Europa meridionale. Le alluvioni aumenteranno invece nel Regno Uniti e le ondate di calore colpiranno l’Europa centrale.
Sono previsti picchi di aumenti da 2 a 7 gradi nello scenario a basso impatto e da 8 a 14 gradi in quello ad alto impatto. Oltre a quella italiana, le altre capitali a fare i conti con il fenomeno saranno Atene, Praga, Vienna, Stoccolma e Sofia. Il vecchio continente, se non dovesse diventare più green, rischia anche di subire maggiore siccità. Nello scenario a basso impatto, l’Europa meridionale sarà la più colpita, con città come Malaga e Almeria, entrambe in Spagna, che probabilmente registreranno aridità due volte più severe rispetto al 1951-2000.
Nelle previsioni peggiori, la siccità colpirà il 98% delle città europee e nell’Europa meridionale rischierà di diventare 14 volte peggiore di quella attuale. Il Regno Unito invece avrà problemi opposti: inondazioni in quasi tutti i centri dell’isola. Qualche esempio: Cork, in Irlanda, dovrebbe essere inondata con il 115% in più di acqua per alluvione. Glasgow, Scozia, probabilmente vedrà il 77% in più di acqua, e Wrexham, nel Galles, vedrà probabilmente l’80% in più.
