La colite spastica è una sindrome altamente fastidiosa e dolorosa che coinvolge moltissime persone al mondo. Nonostante le cause non siano note, sono stati individuati diversi fattori di rischio: stress soprattutto psichico, accompagnato spesso da ansia, scompensi ormonali (es. quelli della fase premestruale), dieta scorretta, pasti abbondanti e consumati con eccessiva voracità, aumento o diminuzione della produzione della serotonina, precedenti infezioni intestinali (es. Shighella e Campilobacter). Tra i sintomi della colite spastica: dolore e crampi addominali, costipazione, diarrea, sensazione di gonfiore allo stomaco, meteorismo, muco nelle feci. La diagnosi è tutt’altro che semplice. Occorre un’accurata anamnesi e possono essere necessari: analisi delle feci per la ricerca del sangue occulto o di infezioni batteriche o parassitarie, analisi ematochimiche (valutazione dei parametri infiammatori, emocromo, sideremia, dosaggio T3, T4 e TSH, glicemia per escludere il diabete).
Inoltre, test del respiro per escludere un’intolleranza al lattosio, colonscopia, ecografia transaddominale, proctografia evacuativa. Tra i farmaci impiegati per tenere sotto controllo i sintomi: antispastici e antidepressivi che fungono da analgesici. In alcuni casi è indicata la terapia di supporto psicologico per ridurre l’ansia. Per prevenire la colite spastica occorre: praticare un’attività fisica leggera ma costante, non fumare, evitare le sostanze eccitanti, dormire almeno 8 ore a notte, prestar attenzione all’alimentazione. Tra i cibi consigliati: cereali integrali, carni bianche, pesci magri, vegetali e ortaggi, ricotta, yogurt e altri probiotici, contenenti fermenti lattici.


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