Le persone e altri animali si ammalano e muoiono se privati del sonno, ma perché dormire è così essenziale per la salute? Gli psichiatri Chiara Cirelli e Giulio Tononi del Wisconsin Center for Sleep and Consciousness hanno proposto l’”ipotesi dell’omeostasi sinaptica” (SHY) nel 2003. Questa ipotesi sostiene che il sonno è il prezzo che paghiamo per avere dei cervelli plastici e capaci di continuare ad imparare cose nuove. Pochi anni fa, hanno dato avvio ad una ricerca di 4 anni per confermare la loro teoria.
I risultati di questa ricerca hanno offerto una prova visiva diretta della SHY. Le foto al microscopio elettronico all’interno dei cervelli dei topi suggeriscono quello che succede nel nostro cervello ogni giorno: le nostre sinapsi – giunzioni tra neuroni – diventano più forti e grandi durante la stimolazione giornaliera e poi diminuiscono di circa il 20% mentre dormiamo, creando spazio per una maggiore crescita e un maggiore apprendimento per il giorno successivo.
Un grande team di scienziati ha sezionato i cervelli dei topi e ha poi utilizzato un microscopio elettronico per fotografare, ricostruire e analizzare due aree della corteccia cerebrale. Sono stati in grado di ricostruire 6.920 sinapsi e di misurarne le dimensioni. Il team deliberatamente non sapeva se stava analizzando i neuroni di un topo ben riposato o di uno che era stato sveglio. Quando poi le misurazioni sono state correlate alla quantità di sonno dei topi nelle 6-8 ore prima che le immagini fossero scattate, i ricercatori hanno scoperto che poche ore di sonno portavano, in media, ad una diminuzione del 18% delle dimensioni della sinapsi. Questi cambiamenti si verificavano in entrambe le aree della corteccia cerebrale ed erano proporzionali alle dimensioni delle sinapsi.
Per la dott.ssa Cirelli, lo studio è stato un azzardo che ha ripagato, ma non per questo sta riposando sugli allori. Il suo laboratorio sta ora analizzando nuove aree del cervello e i cervelli di giovani topi per comprendere il ruolo che il sonno gioca nello sviluppo cerebrale.


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