Festa della Candelora: in diverse zone d’Italia è anche il Giorno dell’Orso

Per diverse zone d’Italia la Candelora è il Giorno dell’Orso. In questo giorno, infatti, l’orso si sveglierebbe dal letargo, uscendo fuori dalla sua tana per valutare com’è il tempo, quindi se sia o meno il caso di mettere il naso fuori. Un proverbio piemontese, ad esempio, recita: “Se l’ouers fai secha soun ni, per caranto giouern a sort papì” ossia :”Se l’orso fa asciugare il suo giaciglio (cosa che starebbe a indicare tempo bello per quel giorno), per 40 giorni non uscirà più”. Un proverbio simile a questo ma meridionale sostiene che se il 2 febbraio fa buon tempo, l’orso ha la possibilità di farsi il pagliaio, quindi l’inverno continuerà.

Questo animale è il protagonista di diversi e curiosi rituali rurali del mese di febbraio, collocati nel ciclo agreste/vegetativo. Al termine di una caccia simulata, veniva catturato e portato nel paese, fatto oggetto di scherzi e dileggi, sino all’epilogo variabile: o la sua uccisione, o la sua liberazione/fuga. A Mentoulles, durante il periodo di Carnevale, un uomo veniva mascherato da orso e trascinato con una catena o un corda per le strade, bastonato e schernito dalla folla.

A Volvera un personaggio mascherato da orso apriva la sfilata in costume e in questa rappresentazione veniva anche mostrato il ciagiglio asciutto dell’animale. A Putignano chi impersonificava l’orso girava per le vie del paese, fermandosi nelle piazze per ballare al suono di tamburi la tarantella, attorniato dai presenti che battevano le mani a tempo, punzecchiandolo e colpendolo con qualche sberla. A Urbiano qualche giorno prima della ricorrenza nota come Festa dell’orso, i cacciatori, col volto annerito, ricercavano l’animale, rappresentato da un uomo travestito, trovandolo immancabilmente il giorno della vigilia.

Cacciatori, orso e domatore visitavano le stalle e le osterie, col pretesto di spaventare la gente e le ragazze che si lasciavano andare a trasgressive bevute. Il giorno seguete, l’orso compariva in paese e, dopo il consueto giro della borgata, prima di scomparire e ritrasformarsi in uomo, ballava con la fragazza più+ bella. In tempi più remoti, l’orso della festa era vero, portato in giro da un montanaro-domatore che, girando di paese in paese, lo faceva esibire nelle piazze.